Vigili del fuoco, suicidi in aumento negli Usa: sempre più casi di ansia e depressione

di Caterina Galloni
Pubblicato il 5 marzo 2019 7:30 | Ultimo aggiornamento: 4 marzo 2019 17:41
Vigili del fuoco, suicidi in aumento negli Usa: sempre più casi di ansia e depressione

Vigili del fuoco, suicidi in aumento negli Usa: sempre più casi di ansia e depressione (Foto Ansa)

ROMA – In Calfornia aumentano i suicidi dei vigili del fuoco, un gesto conseguente allo stress per i turni usuranti dovuti ai numerosi incendi che hanno colpito lo Stato. 

Nina Agrawal, sul Los Angeles Times scrive che negli Stati Uniti nel 2017 sono morti non meno di 115 vigili del fuoco e operatori del servizio d’emergenza, secondo i dati forniti dalla Firefighter Behavioral Health Alliance che tiene traccia dei dati a livello nazionale. 

La cifra, probabilmente inferiore di quanto sia in realtà, è sorprendente, il tasso di suicidi tra i pompieri è stato stimato di 18 persone su 100.000, superando il tasso nella popolazione generale di 13 su 100.000, secondo un rapporto della Ruderman Family Foundation e i dati federali.

I suicidi documentati sono aumentati dal 2005 circa e dal 2014 al 2017 hanno superato i 100 ogni anno. Nella contea di Los Angeles, il supervisore Kathryn Barger l’anno scorso ha ordinato al capo dei vigili, allo sceriffo e ad altri dipartimenti di prima risposta di revisionare i servizi sanitari comportamentali offerti ai dipendenti.

Il capitano Ryan Mitchell, dodici anni nei pompieri, si è ucciso nel novembre 2017 dopo aver fatto un turno all’unità Cal Fire’s San Diego. Aveva lavorato instancabilmente tre settimane per domare gli incendi e non era mai tornato a casa. I genitori avevano accompagnato alla stazione dei pompieri il nipotino di 16 mesi per salutare il papà.  

“Non aveva un bell’aspetto. Era stanco, magro, lo sguardo era diverso. Non era il solito”, ha ricordato il padre Will. Due giorni dopo, Mitchell aveva comunicato al quartier generale di Calfire a San Diego a El Cajon il turno regolare di 72 ore. Dopo aver finito, il 5 novembre 2017, ha guidato fino al Pine Valley Creek Bridge, uno dei ponti più alti degli Stati Uniti. Parcheggiata la macchina, è andato verso il ponte e si è lanciato di sotto.

Il capo della divisione Daryll Pina, ha riferito che Mitchell, separato dalla moglie, stava pensando di chiedere un trasferimento per lavorare su un elicottero. “A Ryan piaceva il suo lavoro, non era stata fatta alcuna diagnosi clinica, non ha chiesto aiuto e non faceva uso di farmaci. E’ scattato qualcosa”, ha commentato il padre. 

Secondo un sondaggio nazionale su oltre 1.000 vigili del fuoco, quasi la metà ha riferito di avere pensieri suicidi, su cinque pompieri uno ha ammesso aver pianificato un suicidio. In California e in tutto il Paese, i capi dei vigili del fuoco, dei sindacati e i consulenti hanno impegnato nuove risorse per supportare i pompieri prima che arrivino al punto di non ritorno. 

Jason McMillan, collega di Ryan Mitchell, recentemente ha preso parte a un programma per affrontare ansia e depressione. Insieme al padre di Ryan ha l’obbiettivo di rendere i vigili del fuoco più consapevoli della salute comportamentale ed eliminare la vergogna associata alla ricerca di aiuto. 

Fonte: Los Angeles Times