Il Vulcano in Islanda, una nube gigante paralizza i voli in tutta Europa. A Napoli 25 voli cancellati

Pubblicato il 16 Aprile 2010 9:01 | Ultimo aggiornamento: 16 Aprile 2010 18:18

Una nuvola gigantesca di cenere e lapilli provocata dal vulcano sotto il ghiacciaio Eyjafjallajokull, nel sud dell’Islanda, ha trasformato l’Europa in una enorme “no fly zone”. Il black out nei cieli del Vecchio Continente potrebbe durare 48 ore, ha fatto sapere ieri Eurocontrol, l’organismo europeo per la sicurezza aerea, segnalando che si tratta di un evento “senza precedenti”. (Guarda le foto)

Le autorità islandesi, intanto, hanno ordinato l’evacuazione immediata della popolazione nella zona di Fljotshlid, nei pressi del ghiacciaio Eyjafjallajokull, nel sud dell’isola, teatro dell’eruzione di questi giorni. Lo riferisce il sito di informazione islandese IceNews, che sottolinea come la nuova inondazione  sia “molto più grande e veloce” di quelle dei giorni scorsi. L’acqua fuoriuscita contiene blocchi di ghiaccio: strade e ponti nella zona sono in “serio pericolo” di essere distrutte. Il vulcano, infatti, dopo due secoli di “letargo” sembra aver ripreso a pieno ritmo la sua attività.

Secondo gli esperti la nube dovrebbe coprire nei prossimi giorni la maggior parte dell’Emisfero settentrionale e il pericolo è che comprometta il trasporto aereo per le prossime settimane, forse anche per mesi. Gli scienziati però non non sono in grado di prevedere il comportamento futuro del vulcano nè eventuali prossime eruzioni.

Aerei a terra. La nube di cenere che ha mandato in tilt i cieli di mezza Europa e che arriva da un vulcano islandese si sta spostando verso sud-est costringendo altri paesi a prendere elevate misure di sicurezza. Oggi, 16 aprile, è stato chiuso lo spazio aereo della Repubblica ceca e della Slovacchia.

Tra i voli in arrivo e in partenza, ne sono stati cancellati 25 all’aeroporto napoletano di Capodichino. Decine di passeggeri sono in fila alla biglietteria alla ricerca di voli per raggiungere aeroporti francesi, olandesi e tedeschi ma soprattutto inglesi. Questa la situazione dopo la chiusura degli aeroporti del Nord Europa a causa della nube di cenere dell’eruzione vulcanica in Islanda

Ieri, 15 aprile, sono stati annullati il 50% dei voli fra gli Stati Uniti e l’Europa – ha annunciato Eurocontrol – mentre le compagnie americane hanno fatto sapere di aver cancellato il 64% dei collegamenti, pari a 216 voli. L’Alitalia ha reso noto di aver cancellato tutti i propri voli, fino alle 12, diretti verso gli aeroporti ormai chiusi di Parigi, Amsterdam, Londra e Bruxelles.

Sono oltre 17 mila, sui 28 mila programmati, i voli annullati oggi a a causa dell’eruzione del vulcano in Irlanda. In giornata è stato chiuso  anche l’aeroporto di Orio a Serio ( Bergamo). La società ha comunicato che sono stati cancellati almeno 18 voli internazionali. All’aeroporto romano di Fiumicino stamane sono stati cancellati 34 voli in partenza e 25 in arrivo.  “L’ipotesi di una chiusura dello spazio aereo in questo momento non è presa in considerazione”, fa sapere l’Ente nazionale dell’aviazione civile (Enac).

Chiuso lo spazio aereo anche nel nord della Polonia. Ironia della sorte l’unico scalo a rimanere aperto è stato quello della capitale islandese Reykjavík, complici i venti che hanno sospinto la nuvola verso il continente europeo.

La partenza del primo volo commerciale Baghdad-Londra dall’imposizione dell’embargo all’Iraq da parte dell’Onu nel 1990, prevista per oggi, è stata rinviata a causa della nuvola di cenere vulcanica proveniente dall’Islanda che sta causando forti disagi al traffico aereo. Lo ha reso noto il ministero iracheno dei Trasporti. “La cerimonia e la una conferenza stampa per il primo volo dell’Iraq Airways da vent’anni, previste per oggi all’aeroporto di Baghdad, sono state rinviate a domani o domenica a causa dell’eruzione vulcanica in Islanda”, ha detto il portavoce del ministero iracheno, Akil Kawtar. A bordo del volo, con equipaggio iracheno, era prevista la presenza del ministro iracheno dei Trasporti Amr Abdel Jabbar Ismail insieme con passeggeri iracheni e non diretti a Londra con scalo a Malmo, in Svezia. Dopo l’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq nel 1990, l’Onu aveva imposto sanzioni all’Iraq in particolare riguardanti il traffico aereo.

Notizia positiva. La quasi totalità dello spazio aereo irlandese, parzialmente chiusa da ieri, è stata riaperta, permettendo la ripresa del traffico sull’aeroporto di Dublino, il principale del Paese. Lo hanno reso noto le autorità irlandesi dell’aviazione (Irish Aviation Authority), spiegando che “la nuvola di cenere continua ad allontanarsi dal sud-est dell’Irlanda”. Resta chiusa “una zona situata al largo della costa meridionale” e “non si possono escludere nuove restrizioni in caso di mutamenti meteo”.

Lo spazio aereo svizzero è stato “temporaneamente” chiuso al traffico oggi, 16 aprile, a causa della nube proveniente dal vulcano in Islanda. Lo ha comunicato a Berna l’Ufficio federale dell’aviazione civile. La misura dovrebbe rimanere in vigore fino alle 09.00 di domani. Secondo i servizi di Meteo Svizzera, la nube dovrebbe raggiungere i cieli elvetici verso mezzanotte.

L’intero spazio aereo polacco è stato chiuso al traffico stasera, incluso l’aeroporto di Rzeszow, al sud, secondo quanto reso noto dalle autorità. Stamane erano stati chiusi i principali aeroporti, incluso quello di Varsavia, e successivamente anche quello di Cracovia, al sud, dove domenica si svolgeranno i funerali del presidente Lech Kaczynski.

L’allerta salute. Le autorità sanitarie sono in allerta per i possibili effetti sulla salute: in Islanda la Protezione civile ha invitato la popolazione a indossare le maschere anti-gas, mentre gli esperti di tutta Europa attendono le analisi sulla composizione della nube per valutare eventuali rischi.

L’immensa colonna fino a 8 km di altezza ha attraversato il continente europeo e il suo passaggio ha avuto un effetto domino sugli scali di mezza Europa, lasciando a terra centinaia di migliaia di passeggeri e creando problemi anche al traffico transatlantico.

Perchè la nube danneggia gli aerei. Gli aerei devono evitare qualsiasi spazio di volo invaso da cenere vulcanica perchè questa può rovinare l’elica. Le polveri , infatti, sono così sottili da riuscire a inserirsi negli ingranaggi rotanti. Il silicio di cui è costituita la nube, inoltre, fonde a 1.100 gradi e le turbine che si trovano negli aerei più moderni operano invece a 1.400 gradi. Ma la nube potrebbe persino bucare il parabrezza della cabina del pilota.

Le ceneri “persistenti”. Il problema di queste ceneri è che sono estremamente fini – hanno meno di 2mm di diametro, in alcuni casi giungono anche a 6 micron  – il che significa che sono facilmente trasportate dal vento. Queste inoltre vengono gettate con l’enorme forza emessa dall’aria calda proveniente dal vulcano e raggiungono proprio l’altezza alla quale volano gli aerei. Le particelle di cenere  sono così leggere che restano in aria per molto tempo. Potrebbero impiegare anche due anni per svanire.

I danni economici. Massicci anche i danni economici, considerando che in Europa si effettuano circa 28.000 voli al giorno e che solo oggi, secondo i calcoli di Eurocontrol, potrebbero essere stati colpiti fino a cinquemila viaggi. I primi a cadere sotto i colpi della gigantesca colonna di cenere vulcanica trasportata dalle correnti in quota sono stati gli aeroporti dei Paesi scandinavi, Svezia, Danimarca, Norvegia Finlandia, e quelli britannici e irlandesi. Solo ora la Svezia ha riaperto parzialmente il proprio spazio aereo.

Gli aeroporti chiusi. L’aeroporto londinese di Heathrow ha chiuso le sue piste ieri mattina, oggi è stato chiuso anche quello di Amburgo. Circa quattrocentomila i passeggeri lasciati a terra negli scali britannici. Non hanno avuto più fortuna i viaggiatori che dovevano partire da Bruxelles e Amsterdam. Gli spazi aerei del Belgio e Olanda sono stati chiusi nel pomeriggio, ma già dalla mattina di ieri si sono registrate molte cancellazioni soprattutto dei voli in partenza e in arrivo da quegli scali già colpiti dalla no fly zone.

Man mano che la nuvola si è mossa verso sud, l’elenco degli aeroporti costretti a chiudere i battenti si è allungato. In serata è stata la volta degli scali nel nord della Francia e dei tre scali parigini.

I vantaggi di Eurostar. A trarne vantaggio è stata la compagnia di treni veloci Eurostar, che registra il tutto esaurito tra ieri e oggi sui collegamenti da Parigi e Bruxelles con Londra. La compagnia ha chiesto ai passeggeri di non recarsi in stazione se non sono riusciti ad accaparrarsi un prezioso biglietto.

Analogo messaggio per i passeggeri aerei ai quali le compagnie di mezza Europa stanno consigliando di non recarsi in aeroporto in attesa che finisca l’emergenza. L’aeroporto di Bruxelles, che ha cancellato tutti i suoi 218 voli del pomeriggio, ha allestito un centro di accoglienza per i passeggeri rimasti a terra. Fra le migliaia di persone che dovranno aspettare per sapere se i venti spingeranno la nuvola lontano ci sono anche vittime illustri.

Le “vittime illustri” del disagio. Per tutta la giornata di ieri è stata in forse la riunione dei ministri economici Ue prevista per oggi 16 aprile a Madrid. La delegazione belga col commissario Ue agli affari economici e monetari Olli Rehn è rimasta bloccata a Bruxelles e spera ora di raggiungere la capitale spagnola. Il primo ministro russo Vladimir Putin ha dovuto rinunciare alla visita nella regione di Murmansk ed è saltata anche l’udienza di oggi del presidente dell’Europarlamento Jerzy Buzek con Benedetto XVI.