Wikileaks: Assange candidato in Australia, nasce partito?

Pubblicato il 17 Marzo 2012 20:00 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2012 21:53

ROMA, 17 MAR – Il dado e' tratto: Julian Assange si candida per un seggio nel Senato australiano. L'annuncio e' arrivato da Wikileaks, che via Twitter ha confermato: "Abbiamo scoperto che la candidatura e' possibile, Julian ha deciso di correre".

Suspense sullo Stato in cui presentera' la sua candidatura, "verra' annunciato al momento opportuno", mentre e' certo che sosterra' "un candidato nel collegio di Lalor contro la premier Giulia Gillard".

Assange e' agli arresti in Gran Bretagna in attesa che si concluda l'iter processuale per una sua estradizione in Svezia, dove e' accusato da due donne di molestie sessuali e stupro per non aver utilizzato preservativi nel corso di rapporti consensuali. L'australiano aspetta il verdetto della Corte suprema sull'appello contro l'estradizione, che i suoi sostenitori denunciano da tempo essere ispirata dagli Usa, che vorrebbero mettere le mani su quello che e' considerato un "nemico della nazione" per la pubblicazione dei documenti segreti su Iraq, Afghanistan e quelli provenienti dalle ambasciate statunitensi in tutto il mondo, il celebre "cablegate". Ma, notano gli attivisti di Wikileaks, finche' non verra' condannato ad almeno un anno di prigione, si puo' candidare a correre per il Senato australiano. La scelta far mettere i piedi nel piatto anche a un "candidato di Wikileaks" nel collegio della premier Gillard sembra essere una risposta alle posizioni assunte dal governo di Canberra, targato partito laburista, che ha avviato indagini su Wikileaks e che, secondo fette di opinione pubblica, non avrebbe per nulla difeso uno degli australiani divenuto tra i piu' celebri al mondo, per la sua asserita battaglia per la liberta' di informazione.

Altri sottolineano invece che l'idea di un 'partito di Wikileaks' si sta consolidando, forte anche dell'esperienza di altre formazioni, a cominciare dai pirati svedesi. Il sistema elettorale australiano consentirebbe a Wikileaks di stabilire un vero e proprio 'feudo' politico nel Paese, che potrebbe divenire cosi' l'isola felice su cui rifugiarsi per sfuggire alla caccia lanciata dalle intelligence di mezzo mondo.