Wikileaks, Julian Assange rischia 170 anni di carcere: presentati 17 capi d’accusa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 maggio 2019 0:21 | Ultimo aggiornamento: 24 maggio 2019 0:58
Julian Assange rischia 170 anni di carcere: 17 accuse per Wikileaks

Wikileaks, Julian Assange rischia 170 anni di carcere: presentati 17 capi d’accusa

WASHINGTON – Julian Assange rischia fino a 170 anni di carcere negli Stati Uniti per Wikileaks. Sono 17 i capi d’accusa per il fondatore di Wikileaks, tutti relativi alla violazione dell’Espionage Act americano per la pubblicazione nel 2010 di documenti diplomatici e militari statunitensi top secret.

In particolare, Assange fondò Wikileaks e diffuse i documenti che erano stati trafugati dall’ex analista dell’intelligence degli Stati Uniti Chelsea Manning, mettendo in imbarazzo l’amministrazione americana. Le nuove accuse mosse contro il responsabile di Wikileaks rappresentano però una clamorosa svolta che va ben al di la’ del suo caso. “Una minaccia contro tutti i giornalisti”, le ha definite il legale di Assange subito dopo l’incriminazione.

A detta di molti osservatori, infatti, l’azione senza precedenti contro Assange lascia presagire una severa stretta da parte ell’ammidnistrazione sulla fuga di notizie e suona come una vera e propria sfida di Donald Trump al primo emendamento della costituzione americana, quello che protegge la libertà di stampa e i giornalisti. Il tutto in linea con l’offensiva portata avanti dal tycoon contro il mondo dei media, definiti più volte “nemici del popolo” e rei di diffondere ‘fake news’.

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“Le azioni di Assange hanno messo seriamente a rischio la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e portato benefici ai nostri avversari”, afferma il Dipartimento di Giustizia, secondo cui “Assange, Wikileaks e Manning hanno condiviso l’obiettivo comune di sabotare le restrizioni di legge che riguardano le informazioni riservate”. In particolare, si spiega nelle carte in cui sono dettagliati i 17 capi di accusa, la decisione di Assange di pubblicare i nomi di cittadini afgani e iracheni, giornalisti e leader religiosi che fornivano informazioni alle forze americane, ha esposto queste persone “a gravi rischi”.

Ora il fondatore di Wikileaks potrebbe essere condannato a dieci anni di carcere per ogni capo di accusa, mentre resta in attesa di sapere se dopo il suo arresto a Londra l’11 aprile scorso sarà estradato negli Stai Uniti come richiesto dalle autorità di Washington. Mentre anche la Svezia attende una risposta alla sua domanda di estradizione dal Regno Unito, con Stoccolma che vuole perseguire il fondatore di Wikileaks per un caso di stupro.

Il soldato Bradley Manning, che fornì i documenti top secret a Wikileaks dopo averli rubati mentre era in servizio in Afghanistan, è stato già condannato da una corte marziale a 35 anni di carcere. Ma nel 2017, dopo sette anni di reclusione e dopo essere diventato donna prendendo il nome di Chelsea, la sua condanna è stata commutata dal presidente Barack Obama.