Wikileaks, responsabili del sito: “Siamo sotto attacco”

Pubblicato il 28 Novembre 2010 17:51 | Ultimo aggiornamento: 28 Novembre 2010 18:12
spiegel

La copertina di Spiegel con la rivelazioni di Wikileaks

Il sito di Wikileaks è sotto attacco informatico. Lo annunciano i responsabili via Twitter. “Stiamo subendo un DDoS (distributed denial of service, letteralmente negazione del servizio)”, si legge nel messaggio stringato. Il sito principale di Wikileaks risulta effettivamente al momento irraggiungibile. Il Guardian però annuncia che pubblicherà i documenti in proprio possesso, qualunque sarà lo stato del sito di Wikileaks questa sera.

Lo stesso Wikilieaks conferma: “El Pais, Le Monde, Speigel, Guardian e New York Times” pubblicheranno questa sera la documentazione di fonte Usa anche se il sito di Wikileaks sarà irraggiungibile”.

Intanto cresce il mistero su dove siano i server di Wikileaks che fanno “tremare” il mondo della diplomazia. Alcuni ritengono che l’ultima pubblicazione, i file del Dipartimento di Stato Usa, sia ‘ospitata’ nella fredda Islanda: e’ li’ che a inizio mese Assange ha registrato la Sunshine Press Production, prima entita’ giuridica collegata a Wikileaks. Del resto, e’ proprio in Islanda che vive Kristinn Hrafnsson, portavoce del sito, e di fatto numero due di Assange. I documenti iracheni resi noti a fine ottobre, si trovano invece con tutta certezza in Svezia, all’interno di un ex bunker atomico costruito durante la Guerra fredda.

I server sono collocati nel centro dati della Bahnhof, uno dei maggiori provider svedesi, a 30 metri di profondita’ a Stoccolma, separati dall’esterno con porte da 40 cm di spessore, all’interno del quale Wikileaks ha affittato alcune macchine. Il nome in codice della struttura, originariamente gestita dai militari e predisposta per resistere all’esplosione di una bomba all’idrogeno, e’ “Pionen White Mountains”. Poi ci sono i pirati svedesi, che in agosto hanno concluso un accordo con l’australiano per ospitare alcuni documenti. “Il sito e’ sotto costante minaccia di essere sabotato da organizzazioni corrotte o illegali che cercano di nascondere la verita’ al pubblico”, disse Rick Falkvinge, leader del Piratpartiet. Una ricerca sull’ip, l’indirizzo internet, del sito principale rimanda pero’ a un provider francese, dopo una serie di triangolazioni con Francoforte. E il mistero su dove si trovino i server rimane.