Woody Allen, chiusa la causa milionaria contro Amazon

di Caterina Galloni
Pubblicato il 13 Novembre 2019 7:38 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2019 18:44
Woody Allen, Ansa

Woody Allen (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Concluso un accordo tra Amazon e Woody Allen per porre fine a una causa da 68 milioni di dollari intentata dal regista in seguito alla decisione di interrompere il contratto per la produzione di quattro film e la distribuzione di “A Rainy Day in New York”, pellicola già conclusa.

I termini dell’accordo, secondo quanto riportato da Variety, non sono stati resi noti. Il contratto risale al 2016, quando Amazon stava entrando nel settore cinematografico, prima che l’ex presidente della divisione di sviluppo dei media di Amazon rassegnasse le dimissioni per presunte molestie sessuali nei confronti del produttore esecutivo di “High Castle” Isa Hackett.

Hackett, figlia di Philip K. Dick, ha affermato di essere stata spinta a fornire ulteriori dettagli, dalle decine di donne che hanno accusato pubblicamente Harvey Weinstein di molestie sessuali e, in alcuni casi, di stupro. Allen ha portato credibilità ad Amazon Hollywood quando ne avevano bisogno: il film “Café Society” ha aperto il festival di Cannes dopo che Amazon l’ha acquistato; il primo film distribuito è stato Wonder Wheel, ma li ha anche obbligati a rimanere nel business di Woody Allen, completo di pagamenti garantiti e requisiti di distribuzione, nessuno dei quali accantonando A Rainy Day in New York, Amazon ha soddisfatto.

Secondo quanto riferito, Amazon dopo A Rainy Day in New York, avrebbe dovuto produrre altri tre film del regista ma ora nessuno verrà prodotto né distribuito. Il prossimo film di Allen, “Rifkin’s Festival”, è stato girato in Spagna nel corso dell’estate: Gina Gershon e Christoph Waltz interpretano una coppia americana, si innamorano di altre persone mentre partecipano al Festival internazionale del cinema di San Sebastian.

Alla base della decisione presa da Amazon contro Allen, c’erano i commenti su Harvey Weinstein e sul movimento #Metoo e le accuse – mai provate in tribunale e sempre negate dallo stesso Allen – di aver molestato la figlia adottiva Dylan nel 1992. Il regista ha affermato, non a torto, che Amazon quando lo aveva ingaggiato era a conoscenza delle accuse, dato che erano state rese note fin dal 1992. La mattina che il film Café Society ha aperto il festival di Cannes, Ronan Farrow ha sfidato Amazon con un articolo su Hollywood Reporter che parlava di Allen. E ora, sul rapporto tra Amazon e il regista è calato il sipario.