Woody Allen, la figlia di Mia Farrow furiosa dopo le parole di Soon-Yi Previn

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 settembre 2018 6:35 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2018 10:16
Woody Allen, la figlia di Mia Farrow attacca Soon-Yi Previn dopo l'articolo su Page Six (foto Ansa)

Woody Allen, la figlia di Mia Farrow attacca Soon-Yi Previn dopo l’articolo su Page Six (foto Ansa)

NEW YORK – Il New York Magazine è diventato l’ennesimo campo di battaglia nella guerra tra Woody Allen e Mia Farrow e i figli.

Page Six ha riportato l’articolo in cui Soon-Yi Previn, adottata dalla Farrow e poi moglie di Allen, per la prima volta interviene sugli scandali che hanno mandato in pezzi la famiglia.

Dylan, la figlia di Mia Farrow che ha accusato il regista di averla molestata all’età di 7 anni (un’affermazione che Allen nega fermamente, e da un’indagine è emerso che non l’ha violentata sessualmente) è indignata per la versione di Soon-Yi.

Secondo le persone che la conoscono bene, Dylan ritiene che Daphne Merkin, la giornalista autrice dell’articolo, sia stata scelta da Allen perché è solidale con il regista, sembra sia una sua ammiratrice. All’inizio dell’articolo ha chiarito che “è amica di Allen da oltre 40 anni”.

A gennaio Dylan ha concesso la prima intervista in cui ha parlato delle accuse rivolte ad Allen ma in seguito un altro dei figli adottivi di Mia, Moses, ha parlato in difesa del regista. Lo scandalo è tornato alla ribalta con #MeToo, e soprattutto perché il fratello di Dylan, Ronan, ha avuto nel movimento un ruolo di primo piano, come giornalista ha pubblicato articoli sul New Yorker riguardanti le malefatte sessuali di uomini di potere, vincendo il Premio Pulitzer.

Con l’intervista la quarantasettenne Soon-Yi ha messo fine al suo silenzio, crede da tempo che la relazione con Allen abbia dato il via all’indagine sulle accuse mosse da Dylan, ma solo di recente si è sentita in dovere di dire la sua versione, parlare di ciò che l’ha allontanata dalla madre adottiva, Mia Farrow, dell’atteggiamento avuto nei confronti  dell’uomo che è suo marito ormai da 20 anni. Adesso, spiega, si è decisa a parlare non perché vuole scrivere un “cara mamma” ma “per difendere mio marito da un’ingiustizia”.

“Ciò che è accaduto a Woody è sconvolgente e molto ingiusto. Mia ha approfittato del movimento #MeToo per fare apparire Dylan come una vittima”.

In passato, c’è stata solo una dichiarazione di Soon-Yi, nell’agosto del 1992, al Newsweek: “Non sono un fiorellino minorenne, una ritardata che è stata violentata e molestata da un malvagio patrigno”.

Durante la lunga intervista, Daphne Merkin ha parlato anche con Woody Allen, che ha affermato:”La gente pensa che io fossi padre di Soon-Yi, che abbia violentato e sposato mia figlia minorenne ritardata”.

“Dovrei essere il ragazzo copertina del movimento #MeToo”, ha detto recentemente alla TV argentina. “Ho lavorato con centinaia di attrici: grandi, famose o agli esordi nessuna ha mai parlato di alcun tipo di scorrettezza”.

Il punto di vista della Farrow è stato ampiamente sviscerato, in particolare in due lunghi articoli di Maureen Orth su Vanity Fair: la strana relazione con Allen, in cui vivevano in case diverse; l’atteggiamento amorevole e impegnato verso i dieci figli adottivi; l’atteggiamento da predatore sessuale nei confronti di Dylan la quale a gennaio, a This Morning ha riferito che un pomeriggio dell’agosto 1992 il padre aveva toccato quella che lei a 7 anni chiamava “parte privata”.

Ma il giudice, che alla fine ha negato ad Allen la custodia di Dylan, all’epoca aveva affermato che “probabilmente non sapremo mai cosa è successo il 4 agosto 1992”.

Per quanto riguarda Soon-Yi, nel 1975, a 5 anni vagava per le strade di Seul: non ci sono documenti ufficiali, l’unico è quello firmato da Mia e André Previn, il padre adottivo, che ha peraltro rifiutato di commentare la storia, in cui c’è scritto che la data di nascita è l’8 ottobre 1970.

“Ho lottato per la mia sopravvivenza fin dall’infanzia. Ricordo di essere stata estremamente povera. Niente mobili, solo una stanza spoglia e una madre. Trascorrevo la maggior parte del tempo nel cortile di casa e poi un giorno ho deciso di scappare. Pensavo che là fuori doveva esserci per forza qualcosa di migliore”.

“Non avevo un posto dove andare, vagavo per le strade, rovistavo nella spazzatura in cerca di cibo e ho mangiato perfino una saponetta. Un giorno, mentre guardavo la vetrina di una panetteria stavo morendo di fame, una signora mi ha chiesto se volessi mangiare qualosa. L’ha fatto, poi voleva sapere dove vivevo e visto che non rispondevo mi ha accompagnato alla stazione di polizia che mi ha spedito in un orfanotrofio”.

“Mi trovavo bene, al punto che quando cercarono di trasferirmi in un altro orfanotrofio mi nascosi sotto il tavolo. Il secondo istituto era gestito da suore che Soon-Yi ricorda come “estremamente gentili” nonostante fosse “un po’ ribelle”.

All’epoca, la Farrow era sposata con Previn, con il quale aveva avuto tre figli, e insieme avevano adottato due bambini vietnamiti, nel 1973 e nel 1974. Nel maggio 1977, con la macchina fotografica in mano, arrivò in orfanotrofio per adottare Soon-Yi che aveva 6 anni.

Di quei primi giorni insieme Soon-Yi dice:”ricordo lei che viene verso di me per darmi un abbraccio. Sono lì in piedi, rigida, e penso “chi è questa donna?”. Non sentivo quella cosa come vera o sincera”.

Da quel momento in poi, le cose andarono sempre peggio, secondo quanto dichiarato da Soon-Yi, ma un portavoce della famiglia ha contestato i ricordi di abuso fisico, negligenza o che Mia facesse favoritismi tra i figli.

Il giudice ha poi stabilito che la Farrow era un “genitore premuroso e amorevole”, cosa che hanno confermato i cinque  figli avuti con Previn, insieme a Isaia, Quincy e Ronan Farrow, tranne Moses.

Soon-Yi racconta che quando era adolescente, la Farrow le chiese di realizzare un video sulle sue origini, in cui spiegava dettagliatamente che era la figlia di una prostituta che la picchiava. La richiesta la sconcertò, visto che non ricordava nulla del genere, e rifiutò.

“Mia fin dall’inizio con me non è stata materna”, sostiene e ricorda il primo bagno:”Non mi ero mai fatta un bagno da sola, perché all’orfanotrofio c’era una grossa vasca in cui entravamo tutti insieme. Lì sarei dovuta entrare da sola e avevo paura dell’acqua. Ma invece che fare ciò che si dovrebbe fare con un bambino, magari entrare nell’acqua, mettere dei giocattoli, infilare il braccio per dimostrare che va tutto bene, che non c’è pericolo, Mia mi lanciò dentro”.

La prima casa di Soon-Yi con la Farrow era nel Surrey, in Inghilterra,  che lei descrive come “una bella casa pittoresca” circondata da “giunchiglie che si estendevano a perdita d’occhio” ma nonostante ciò era infelice:”Tra di noi c‘era una gerarchia, Mia non ha mai cercato di nasconderlo, e Fletcher era la stella, il bambino d’oro. Lei ha sempre apprezzato l’intelligenza, ma anche l’aspetto, i capelli biondi e gli occhi azzurri”. Soon-Yi, che Farrow aveva ribattezzato Gigi forse perché Previn aveva composto la musica per il film omonimo, dice che a volte si chiedeva se non fosse stata meglio in un’altra famiglia.

Nel 1979, Farrow e Previn divorziarono e l’attrice tornò negli Stati Uniti. Una volta, quando Lark, la sua preferita, si era fatta male, “forse era scivolata o qualcosa del genere”, la Farrow colpì Soon-Yi urlando, “Guarda cosa hai fatto! Non ascolti mai! Dovrei mandarti in un manicomio!” e ricorda: “Stavo tremando. Ero così spaventata che pensavo mi mandasse davvero in manicomio”.

Quando, ripetutamente, le è stato chiesto qualche ricordo positivo degli anni con Mia, Soon-Yi dice, “E’ difficile da immaginare ma non riesco a ricordarne uno”.

“Ho una leggera disabilità di apprendimento” e ciò è stato motivo di conflitti costanti con la madre adottiva. “Mia cercava di insegnarmi l’alfabeto con dei giocattoli di legno, ma se sbagliavo qualcosa si infuriava e me li lanciava addosso o sul pavimento”. Per rimediare alle difficoltà di pronuncia di Soon-Yi, Mia Farrow era solita scrivere le parole sul braccio della figlia, o metterla a testa in giù:”aveva letto, Dio solo sa dove, che il sangue alla testa aumentava le mie capacità di apprendimento, mi faceva diventare più intelligente”.

Farrow avrebbe anche fatto ricorso, secondo Soon-Yi, alle maniere forti: schiaffeggiarla sul viso e sculacciarla con una spazzola o chiamarla “stupida”.

Moses Farrow, che aveva due anni quando fu adottato, nel 1980, ha descritto Mia in modo simile “all’inizio è una luna di miele, poi il velo cade e vedi Mia per ciò che è”.

Per quanto riguarda la relazione con Allen, Mia Farrow scoprì tutto per caso, trovò delle fotografie di Soon-Yi nuda, “ricordo la telefonata che mi ha fatto appena ha scoperto le foto, “Soon-Yi”, è stata l’unica cosa che ha avuto bisogno di dire”.

La moglie di Allen ora “rimpiange” che sua madre abbia trovato le foto:”Penso che per lei sia stato orribile” ma aggiunge che erano state scattate a casa di Allen ed “eravamo entrambi adulti consenzienti”, lei all’epoca aveva 21 anni.

Allen entrò a farte della sua vita nel 1979 come nuovo fidanzato della Farrow. Soon-Yi aveva dieci anni e all’inizio lo odiava:”Lo odiavo perché se stava con mia madre, una persona cattiva, doveva per forza essere cattivo anche lui”.

La Farrow e Allen vivevano in case diverse e il regista non ha mai dormito nell’appartamento della fidanzata a Central Park West:”Non pensavamo a lui come a un padre, a casa nostra non c’erano suoi vestiti, nemmeno lo spazzolino da denti”.

Anche Moses, schierato dalla parte di Allen, parla della sua infanzia con Mia e la descrive priva di senso pratico nelle questioni riguardanti i figli, con un atteggiamento aspro. “Mi addolora ricordare episodi in cui ho visto fratelli, alcuni ciechi o disabili fisicamente, trascinati giù da una rampa di scale e poi chiusi a chiave in una camera da letto o in un armadio”. Moses, ora terapeuta familiare, in un lungo post pubblicato a maggio sul suo blog racconta:”Una notte ha chiuso mio fratello Thaddeus, paraplegico a causa della poliomielite, in un capanno all’aperto come punizione per una piccola trasgressione”. Attraverso il Times, Mia ha negato tutte le affermazioni del figlio.

Nel 2016, Thaddeus è morto per una ferita da arma da fuoco autoinflitta, e dieci anni e mezzo prima, Tam, un orfano cieco del Vietnam, era morto a 19 anni per insufficienza cardiaca,  secondo quanto affermato all’epoca da Mia.
Ma sulla base di quanto rivelatogli da Thaddeus, Moses insiste che la morte di Tam era un suicidio causato da un’overdose di farmaci. Anche Lark morì in circostanze tragiche: quando nel 2008, a 35 anni è morta per polmonite in seguito all’AIDS, viveva in povertà.

Tornando a Soon-Yi, racconta che quando era adolescente si ruppe una caviglia e il regista iniziò ad accompagnarla a scuola e si dimostrò gentile “nessuno lo era mai stato con me”. Su suggerimento di Mia, iniziarono a trascorrere più tempo insieme. Erano entrambi tifosi dei Knicks e nel 1991 una sera si ritrovarono abbracciati a guardare un film di Ingmar Bergman:”Eravamo come due calamite, molto attratti l’uno dall’altra”.

E poi nel 1992, la Farrow trovò alcune foto in cui la figlia adottiva era nuda, lasciate per sbaglio da Allen sulla una mensola del camino. La scoperta la mandò in tilt, continua Soon-Yi:”Mi buttò fuori di casa, tagliò i miei fondi per il college”. Quella stessa estate Mia dichiarò che Allen aveva abusato sessualmente della piccola Dylan che all’epoca aveva 5 anni.

Circa una settimana dopo il presunto abuso di Dylan, racconta Allen, due degli avvocati di Mia, Alan Dershowitz e David Levett, gli hanno proposto un accordo segreto immediato dai 5 ai 7 milioni di dollari. Lo stesso giorno, Allen ha citato in giudizio Mia alla Corte Suprema dello Stato di New York per la custodia di Satchel, Dylan e Moses, sostenendo che nelle sue mani non erano al sicuro. Quattro giorni dopo, Allen aveva rilasciato una dichiarazione in cui confermava  la sua “felice” relazione con Soon-Yi.

Il 18 marzo 1993, dopo un’inchiesta di sette mesi da parte di una squadra di tre investigatori sull’abuso di bambini allo Yale-New Haven Hospital, gli avvocati di Allen hanno riferito che era stato prosciolto dalle accuse di molestie nei confronti di Dylan Farrow. I difensori di Mia avevano definito il report “incompleto e inaccurato”. Il 3 maggio 1993 è stata rilasciata una dichiarazione giurata di John Leventhal, il pediatra che dirigeva il team, in cui sosteneva che Dylan era emotivamente instabile ed era stata istruita da Mia per accusare Allen. Ma un mese dopo, in una decisione di 33 pagine, il giudice Elliott Wilk aveva messo in dubbio il lavoro del team dello Yale, definendolo “ritoccato”. Wilk aveva scritto che era “improbabile Allen potesse essere perseguito per abuso sessuale” ma al contempo aveva dato credito alla testimonianza di Mia, ovvero che Allen era “affettivo in modo aggressivo, senza alcun rispetto per l’integrità del corpo” di Dylan e negato la richiesta di custodia di Allen, così come i diritti di visita; Allen fece ricorso ma fu respinto. Nel frattempo, gli investigatori per l’assistenza ai minori dello Stato di New York avevano completato una seconda indagine sul caso, concludendo che “non è stata trovata alcuna prova credibile che Dylan sia stato abusata o maltrattata”.

Circa tre anni dopo, il 23 dicembre 1997, Woody e Soon-Yi si sono sposati a Venezia.

La coppia ha due figlie adottive, sebbene Soon-Yi possa diventare madre. “Potrei sicuramente avere figli ma non mi è mai interessato. Credo sia un fatto egocentrico e vanitoso. Perché continuare a riprodursi quando ci sono tanti bambini che hanno bisogno di una casa amorevole?”.

Le figlie, Bechet, 19 anni, e Manzie, 18 anni, sono state entrambe adottate appena nate, e Soon-Yi dice che, grazie a Mia, sapeva quale tipo di madre non voleva essere.