Wuhan, morto il medico la cui pelle diventò nera per la cura contro il coronavirus

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Giugno 2020 13:10 | Ultimo aggiornamento: 2 Giugno 2020 13:10
Wuhan, morto il medico la cui pelle diventò nera per la cura contro il coronavirus

Wuhan, morto il medico la cui pelle diventò nera per la cura contro il coronavirus

ROMA – La foto del suo viso stravolto dopo essere stato contagiato dal coronavirus aveva fatto il giro del mondo.

La pelle del dottor Hu Weifeng, 42 anni, di Wuhan, era diventata nera durante la degenza nell’ospedale nel quale era stato ricoverato.

Ora è morto, dopo cinque mesi – l’ultimo in terapia intensiva – durante i quali ha combattuto contro la malattia.

Lo riporta il sito Daily Mail. Hu, urologo, era collega di Li Wenliang, finito sotto il torchio della polizia cinese perché aveva lanciato l’allarme sull’epidemia in tempi non sospetti: anche lui è morto.

Entrambi hanno lavorato per l’ospedale centrale di Wuhan. 

Entrambi hanno lavorato per l’ospedale centrale di Wuhan. Un portavoce della struttura  aveva spiegato che il tono anormale della pelle del dottor Hu era stato causato da un antibiotico usato  durante il trattamento.

Wuhan, zero casi su 10 milioni di test fatti

Nessun caso di positività è stato rilevato sui quasi 10 milioni di test sul Covid-19 effettuati a Wuhan, capoluogo dell’Hubei e focolaio del virus in Cina, dal 14 maggio al primo giugno.

Secondo i dati diffusi nel pomeriggio dalla commissione di prevenzione e controllo, sulle 9.899.828 persone verificate, sono stati trovati solo 300 asintomatici, pari a un rapporto di 0,303 casi per 10.000 unità. Tutti sono adesso sotto osservazione medica insieme ad altre 1.174 persone individuate con cui sono venute a stretto contatto. 

Secondo il bilancio finale, il test è stato disposto su quasi tutta la popolazione della città da 11 milioni di abitanti.

Nessun caso d’infezione è stato trovato, ma i 300 asintomatici – i soggetti positivi al virus, ma che non mostrano sintomi della malattia – sono stati messi in quarantena con le 1.174 persone con cui sono venute a stretto contatto: questi ultimi, ha precisato Lu Zuxun, professore del Tongji Medical College, parte della Huazhong University of Science & Technology, hanno dato un esito negativo.

La campagna del test a tappeto dell’acido nucleico è partita il 14 maggio volendo rassicurare la comunità locale sul riavvio di scuole, fabbriche e attività dopo alcuni casi di contagio legati ad asintomatici.

La commissione sanitaria aveva spiegato che i test sarebbero stati volontari e liberi, mentre la spesa è stata quantificata in circa 900 milioni di yuan (126,58 milioni di dollari), ha detto il vice sindaco esecutivo di Wuhan, Hu Yabo, assicurando che gli oneri sarebbero stati coperti dalla municipalità. (fonti ANSA, DAILY MAIL)