Yemen, golpe sciita: ribelli prendono controllo del palazzo presidenziale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Gennaio 2015 16:16 | Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio 2015 16:16
Yemen, golpe sciita: ribelli prendono controllo del palazzo presidenziale

Foto Ansa

SANAA – Il golpe sciita ha portato i ribelli ha prendere il controllo del palazzo presidenziale di Sanaa, capitale dello Yemen. Il 20 gennaio, dopo i continui scontri, l’emittente al Arabiya ha annunciato su Twitter l’avanzata dei ribelli nella guerra civile. Una notizia arrivata mentre i negoziati tra Abed Rabbo Mansour Hadi, presidente dello Yemen, e i ribelli sciiti erano ancora in corso.

I miliziani Houthi sono entrati nel palazzo dopo un breve scontro con le guardie presidenziali, che poi si sono arrese, proprio mentre il presidente yemenita parlava ai ribelli, scrive il Corriere della Sera

“della nomina dei possibili membri di una commissione chiave che dovrà delineare la futura federazione dello Yemen, così come previsto dalla bozza della nuova costituzione. La riforma della commissione, di 85 membri, è attesa da tempo e faceva parte di un accordo di pace raggiunto mediato dalle Nazioni Unite seguito alla cattura degli Huthi di Saana lo scorso settembre”.

L’instabilità e l’insicurezza in Yemen, dove si è tornato a combattere, non danno scampo alla sua popolazione: 10,6 milioni di persone vivono nell’insicurezza alimentare, la malnutrizione minaccia la sopravvivenza di 840.000 bambini al di sotto dei cinque anni, oltre 330.000 sono gli sfollati interni in fuga dai continui scontri e 82.000 i rifugiati e i migranti arrivati nel Paese, dove il sistema economico al collasso non concede via di fuga dalla povertà. Lo denuncia Intersos, l’unica organizzazione umanitaria italiana attiva da quasi un decennio in Yemen.

Le tensioni in corso in queste ore stanno aggravando una situazione già tragica, le violenze rendono difficile per gli operatori umanitari raggiungere la popolazione:

“Tra i colpi di mortaio e le raffiche di Kalashnikov in questi giorni è difficilissimo fornire assistenza umanitaria – è l’allarme di Alessandro Guarino, responsabile Intersos per lo Yemen – migliaia di civili, donne, anziani e bambini non possono ricevere i beni di prima necessità di cui hanno urgente bisogno nella capitale Sana’a, che tra enormi difficoltà da anni ospita generosamente decine di migliaia di rifugiati in grave necessità di aiuto. Persone che vivono al limite della sopravvivenza e che già fuggivano da guerra e persecuzione”.

Intersos chiede alle parti coinvolte di assicurare l’incolumità della popolazione civile e il ripristino delle condizioni minime per poter continuare a portare aiuto alla popolazione in stato di bisogno.