Zia di Obama rischia l’espulsione, il tribunale la vuole rimandare in Kenya

Pubblicato il 4 Febbraio 2010 21:14 | Ultimo aggiornamento: 4 Febbraio 2010 21:14

Non è servito a niente essere parente nientemeno che del presidente degli Stati Uniti. Una zia di Barack Obama, immigrata negli Usa dal Kenya, rischia di essere rimpatriata. E per questo ha testimoniato oggi per oltre due ore in un tribunale di Boston chiedendo al giudice di non essere rimandata nel suo paese di origine.

Zeituni Onyango, sorellastra del padre di Obama, era giunta negli Stati Uniti nel 2000 ma quattro anni fa è stata colpita da un ordine di espulsione. Da allora è impegnata nella battaglia legale per restare in America.

La donna, 57 anni, si è presentata in tribunale oggi a Boston su una sedia a rotelle, accompagnata da due medici per confermare i suoi problemi di salute: è paralizzata dalla sindrome Guillan-Barre, un problema del sistema immunitario. Oltre che per ragioni mediche zia Obama ha chiesto di poter restare negli Stati Uniti per motivi di sicurezza, citando i “disordini tribali” in Kenya.

Obama aveva scoperto solo nel novembre 2008, poco prima delle elezioni, della presenza della zia in America. Il presidente Usa non ha mai interferito nel caso legale. Il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs ha confermato anche oggi che la linea non è cambiata.

«Ribadiamo che ognuno negli Usa deve rispettare la legge – ha detto Gibbs – Non abbiamo alcun coinvolgimento nella vicenda legale». Nel suo libro di memorie “Dreams from My Father” il presidente Obama ricorda con parole affettuose la zia, che aveva incontrato nel 1988 in occasione di un suo viaggio in Kenya.