Il Pecorino anti-colesterolo ricavato da pecore nutrite con un mangime particolare

Pubblicato il 15 Settembre 2010 18:51 | Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2010 18:53

E’ ugualmente buono e saporito e in più è un valido aiuto contro il colesterolo: si tratta di un pecorino anticolesterolo ottenuto dal latte di pecore nutrite con un mangime sperimentale ricco di semi di acido linoleico coniugato (cla), un acido grasso polinsaturo che contribuisce a proteggere l’organismo dalle malattie cardiovascolari.

A realizzarlo un team della facoltà di Agraria dell’università di Pisa. Il nuovo formaggio (cladis) sarà presto allo studio dei ricercatori del Policlinico di Abano Terme-Fondazione Leonardo che ne testeranno gli effetti con un trial che durerà 30 mesi e coinvolgerà una popolazione di 100 donne over 60 con sindrome metabolica. Proprio questo tipo di pazienti potrebbe infatti ottenere un doppio beneficio da questo dal Cladis: la prevenzione di malattie cardiovascolari e di osteoporosi.

Cladis, se inserito nell’ambito di una dieta equilibrata, potrebbe infatti non aumentare, e probabilmente anche abbassare, i livelli di colesterolo, contribuendo alla prevenzione di alcune delle principali patologie croniche debilitanti, come quelle cardiovascolari. Inoltre, poiché il formaggio è un’ottima fonte di calcio, il suo effetto protettivo potrebbe estendersi anche all’osteoporosi. ”Il ruolo dei grassi nella dieta rappresenta un punto molto controverso: alcuni di essi sono considerati fattori di rischio cardiovascolare, mentre altri sono indispensabili per l’organismo. Il confine tra utile e nocivo dipende – spiega Gaetano Crepaldi, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Leonardo – dalla quantità e dal tipo di grasso assunto con la dieta”.

Durante la sperimentazione il pecorino sarà somministrato ad un campione di ospiti dell’Opera Immacolata Concezione (OIC) di Padova. Se i risultati saranno positivi, si prevede di allargare la produzione di latte ricco in acido linoleico coniugato anche alle pecore di Onna, in provincia de L’Aquila, una delle zone più colpite dal terremoto dello scorso anno.