Il broccolo fiolaro irrompe nella tavola veneta

Pubblicato il 23 Dicembre 2010 5:00 | Ultimo aggiornamento: 22 Dicembre 2010 10:30

Ha tradizioni antichissime ma solo da pochi anni e’ diventato uno dei simboli della cucina veneta. Si tratta del broccolo fiolaro di Creazzo, paese dell’hinterland di Vicenza, appartenente alla famiglia delle crocifere, di cui fanno parte numerose sottospecie, quali il cavolfiore e la verza. Il broccolo fiolaro rappresenta una coltura a raccolta invernale che necessita di un clima freddo ed asciutto, capace di sopportare per brevi periodi temperature sino a 8-10 gradi sotto zero.

Quello tra Creazzo e il broccolo fiolaro e’ un legame secolare, che esiste da inizio ‘800, anche se i testi storici raccontano che il primo ad innamorarsi di questo prodotto fu il poeta tedesco Johann Wolfgang von Goethe, durante la tappa a Vicenza del suo viaggio in Italia nel 1786. Per almeno due secoli questa coltivazione ha rappresentato una fonte di sostentamento per le famiglie contadine, per poi venire riscoperto dagli Anni Novanta. Da qualche giorno il broccolo fiolaro di Creazzo vanta una confraternita (la quarta nel Vicentino dopo il baccala’, l’olio e il tartufo del Berici, il gnocco di Posina) che ha visto anche la Confcommercio di Vicenza tra i promotori.

Oltre alla tradizionale sagra del broccolo fiolaro che si terra’ dal 14 al 23 gennaio 2011 al palatenda riscaldato di Creazzo, quest’anno e’ in programma la rassegna ”A tavola con il broccolo fiolaro DeCo” dall’8 gennaio al 19 febbraio: si tratta di sette appuntamenti, che coinvolgeranno altrettanti locali del paese, promossi per apprezzare l’ortaggio in tanti piatti, dall’antipasto al dessert. ”Il nostro obiettivo e’ fare gruppo – spiega Mirella Olivieri, assessore alla cultura e presidente della neo-costituita confraternita – visto che attorno alla promozione del broccolo fiolaro saranno impegnate tutte le realta’ di Creazzo. Il broccolo fiolaro e’ sempre piu’ conosciuto e richiesto: in pochi anni siamo passati da una produzione annua da 20 mila a 150 mila piante: l’obiettivo e’ arrivare entro breve a 300-350 piante, attraverso la realizzazione di nuovi orti e aree coltivabili”.