Mozzarella di bufala e Terra dei Fuochi, il direttore Coldiretti Campania a Loro di Napoli: “E’ uno dei prodotti più testati”

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 6 Dicembre 2019 15:09 | Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre 2019 15:09
Mozzarella di bufala e Terra dei Fuochi, il direttore Coldiretti Campania a Loro di Napoli: "E' uno dei prodotti più testati"

Da sinistra il presidente della Camera di Commercio di Napoli, Ciro Fiola, e il direttore di Coldiretti Campania, Salvatore Loffreda

MILANO – “La mozzarella di bufala è uno dei prodotti agroalimentari più testati”: a dirlo è Salvatore Loffreda, componente della giunta per l’agricoltura della Campania e direttore di Coldiretti Campania. Intervenendo a Loro di Napoli, la kermesse enogastronomica promossa a Milano dalla Camera di Commercio di Napoli e da S. I. Impresa, Loffreda ha cercato di fugare i dubbi di chi teme che la Terra dei fuochi possa aver pregiudicato la bufala. 

“Credo che sia uno dei prodotti agroalimentari più testato, per tre ordini di motivi. Prima di tutto perché c’è un controllo sulle stalle, sull’igiene della stalla, sulle malattie delle bufale. Ogni sei mesi viene tirato il sangue e viene fatta la prova tubercolina. Negli Stati Uniti e negli altri Paesi del mondo non lo fanno, noi siamo gli unici a farlo. E se un animale è positivo non c’è scelta: lo si manda al macello. Se il 30% della mandria è positivo vanno tutte al macello, l’intera mandria”, ha spiegato Loffreda.

Dopo la diffusione delle notizie sulla Terra dei fuochi e sui roghi di rifiuti tossici, aggiunge il direttore di Coldiretti Campania, “si è aggiunto un ulteriore controllo, anche ai foraggi. Pertanto si testano i terreni e l’acqua, perché anche lì si temeva che le falde acquifere fossero inquinate. Così l’Istituto Zooprofilattico di Portici, che è pubblico, ha fatto gli esami anche all’acqua, e tutti i valori sono usciti nelle norme”.

I controlli, ha detto Loffreda a BlitzQuotidiano, proseguono poi nel caseificio: “Qui prima di tutto c’è la pastorizzazione, e quindi l’abbattimento di tutti i germi. Lì c’è l’autocontrollo dell’azienda e quando la mozzarella ha finito tutti i cicli di produzione viene testata e campionata. Dopo di che se rispetta gli standard può essere messa in commercio. Ma anche quando sta sui banconi della grande distribuzione le Asl vanno a testare alcuni campioni. E questo è tutto tracciato. Per paura che ci possa essere del latte adulterato, noi abbiamo resa obbligatoria la tracciabilità del latte prodotto dall’azienda bufalina e di quanto ne arriva al caseificio, pertanto sappiamo quant’è la produzione vera”.

Secondo il direttore di Coldiretti Campania, quello che dovrebbe preoccupare il consumatore non è la qualità della mozzarella, ma i costi: “Perché il latte vale due euro al litro, per fare un chilogrammo di mozzarella ci vogliono almeno quattro litri, quindi una mozzarella sotto i 12 euro è come l’olio sotto i 7 euro, abbiamo gli stessi effetti. Ma perché il consumatore sull’olio non si preoccupa del prezzo, quando lo usa tutti i giorni, mentre della mozzarella la mangia una volta alla settimana?”.