Panettone contro pandoro: decide la Rete

Pubblicato il 6 Gennaio 2011 6:59 | Ultimo aggiornamento: 5 Gennaio 2011 21:05

Quando a comandare, anche in cucina, sono i social network. La storica sfida fra gli amanti del panettone e i patiti del pandoro, quest’anno, si è giocata sul web. E il risultato non è stato per niente scontato.

I numeri. Con 1.950 video caricati su YouTube, quasi quattro milioni di notizie indicizzate da Google, 4.294 immagini su Flickr, il dolce tipico del Natale meneghino si è aggiudicato la storica partita contro il suo alterego veronese. Una vittoria “ai punti” tuttavia solo a metà, poiché in parte smentita dal verdetto del social media per eccellenza, Facebook, dove il vero trionfatore è stato invece il pandoro. La sfida più accesa si è infatti giocata sul “libro delle facce” dove a lanciarla sono stati gli stessi utenti, che nel tempo hanno creato gruppi e fan page a favore o contro l’uno o l’altro dolce. Con 392.887 sostenitori, contati su tutte le ottanta fan page dedicate, e 20.488 membri nei 132 gruppi di appassionati, il pandoro è risultato essere di gran lunga il prodotto più amato. Il panettone segue infatti a netta distanza, con “solo” 30.214 sostenitori in 18 fan page e 11.322 componenti dei 157 gruppi dedicati.

Nuova comunicazione. Fin qui i numeri di una sfida al limite dell’ironia, che nasconde, però, una ben più seria, profonda e problematica cartina di tornasole del nuovo rapporto fra marketing e rete. A sottolinearlo è innanzitutto Elena Guzzella, amministratore delegato di DAG Communication, società di comunicazione che, oltre ad aver firmato l’indagine sulla sfida fra i più famosi dolci di Natale, da tempo sta monitorando le dinamiche di scelta dei consumatori che si incontrano su internet per commentare e mettere in condivisione gusti e preferenze d’acquisto. «Albero o presepe, panettone o pandoro, carne o pesce: la storia e la tradizione del nostro Paese è ricca di dualismi accesi. Ciò che si nota, anche sui social media e in rete, è la gran voglia di parlare, discutere ed esprimere le proprie preferenze. Gli italiani lo fanno su ciò che gli è più caro, quindi anche su pandoro e panettone. E lo fanno in modo spontaneo, creando e pubblicando contenuti: videoricette, news, vecchi spot pubblicitari, addirittura e-book e applicazioni per Facebook».

Strategie. Un’arma a doppio taglio per i produttori, in grande difficoltà a gestire la propria immagine sul web. «La gente – prosegue la Guzzella – posta vecchie pubblicità, utilizza liberamente immagini e spot, commenta senza filtri la qualità dei prodotti e spesso le aziende si trovano a disagio nel gestire la propria immagine veicolata su piattaforme come Flickr, YouTube o appunto Facebook». «Indipendentemente da quello che l’azienda vuole produrre e fare – conclude l’a.d. di DAG – gli utenti oggi hanno imparato a scegliere ciò che desiderano di più. Si tratta di espressioni di preferenze molto forti che le aziende devono imparare ad ascoltare per cercare di offrire ai propri clienti prodotti più adeguati».