Tartufo bianco: il prezzo ad Acqualagna va dai 1000 ai 2000 euro al chilo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Ottobre 2019 15:07 | Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre 2019 15:07
tartufo bianco acqualagna quotazioni

Foto archivio ANSA

ROMA – La stagione di raccolta del tartufo bianco è iniziata e sembra proseguire al meglio. La pioggia e il meteo ne hanno favorito la produzione e per il 2019 si prevede una raccolta abbondante e di qualità secondo Acqualagna, città del tartufo dopo Alba. Il prezzo potrebbe andare dai 1000 ai 2000 euro la chilo per pezzature oltre i 50 grammi, cioè i più pregiati.

La Coldiretti in occasione dell’avvio della ricerche di tartufi con feste, sagre e mostre che si moltiplicano lungo l’Italia ha avviato un’analisi per individuare dove acquistare o assaggiarlo nelle migliori condizioni e ai prezzi più convenienti.

L’associazione dei consumatori spiega: “All’avvio della stagione si rileva dunque un contenimento dei prezzi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno quando si registravano per le stesse dimensioni valori di 2100 euro al chilo, già molto convenienti. Importi ancora più contenuti sono stati raggiunti quest’anno per le pezzature più piccole con valori che vanno da 1500 euro tra i 15 ed i 50 grammi a 1000 euro al chilo sotto i 15 grammi”.

La Coldiretti aggiunge: “Si tratta di un vero affare soprattutto se confrontati con i valori record del 2017 quando a causa della siccità al debutto della stagione 2017 sullo stesso mercato di Acqualagna un bianco grande era quotato 3.500 euro al chilo, un medio 2.900, un piccolo 2mila euro, praticamente il doppio”.

Le condizioni climatiche, se non cambieranno, fanno prevedere infatti, secondo la Coldiretti “una buona raccolta per il Tuber magnatum Pico che si sviluppa in terreni freschi e umidi”: “Dal Piemonte alle Marche, dalla Toscana all’Umbria, dall’Abruzzo al Molise, ma anche nel Lazio e in Calabria sono numerosi i territori battuti dai ricercatori.”.

E conclude: “Si stima che siano coinvolti complessivamente oltre centomila i raccoglitori ufficiali che riforniscono negozi e ristoranti ed alimentano un business che comprensivo di indotto sviluppa un valore stimato in circa mezzo miliardo di euro tra fresco, conservato o trasformato anche grazie alla grande capacità di attrazione turistica ed enogastronomica”.  (Fonte ANSA)