Cucina

Ho trovato i vermi nel formaggio, prelibatezza vietata. Ma ora gli insetti si può…

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Vermi nel formaggio

ROMA – Ecco i vermi nel mio piatto di formaggio. Si sono formati naturalmente. Avevo lasciato il formaggio sul tavolo, fuori dal frigo, coperti da un tovagliolo. Il formaggio è un caprino ligure, a pasta molle, in casa lo chiamavano formaggetta. È del tipo prodotto nel basso Piemonte, dall’altro lato dell’Appennino, noto come robiola.

Nei giorni scorsi avevo notato un movimento di moschini e li avevo cacciati. Mi illudevo. Avevano già trovato modo di deporre le loro uova. Nel giro di pochi giorni la sorpresa. Tolgo il tovagliolo, sposto le tome, apro un pacchetto. Il piatto è invaso da vermiciattoli in fuga terrorizzati, bianchi come il latte.

Mi era già successo una volta, qualche anno fa, con un formaggio sardo di quelli del pastore. L’avevo lasciato vicino a una finestra, in cucina. Stesso risultato di oggi. La Sardegna produceva un prelibatissimo formaggio con i vermi, il casu marzu. Ora è introvabile. A Propriano, in Corsica, c’è un negozio di alimentari dove una volta ne tenevano. Ora non ne hanno più. L’effetto devastante dell’Europa non è nell’euro, che anzi, ma in  questi assurdi divieti da burocrazia strapagata.

Mi era già successo una volta, qualche anno fa, con un formaggio sardo di quelli del pastore. La prima cosa che penso è che si tratta di un indice di genuinità. Poi penso che questo tipo di formaggio è proibito dalla legge  n. 283 del 1962. Coincidenza: proprio in quell’anno, in vacanza presso un mio amico con terre nelle montagne delle 5 Terre, scoprii questo tipo di formaggio, che i vecchi genovesi chiamavano formaggetta co-grilli. Una prelibatezza sempre. C’è una vecchia canzone in dialetto cantata da Gino Paoli, in cui il marito rinfaccia alla moglie di averli propinato la minestrina con l’uovo invece della formagetta co-i grilli e un bottigion de vin bon.

Gli insetti  sono un complemento della tavola in Estremo Oriente. Formiche e scorpioni sono nel menù di qualsiasi ristorante che si rispetti a est di Singapore. A Londra, nei supermercati alimentari ultra chic, si possono trovare formiche rivestite di cioccolato.

In Italia, a Casalecchio (Bologna), c’è un appassionato entomologo che da 40 anni studia la coesistenza fra insetti e cucina, La moglie ha preparato un ricettario. Il figlio pensa a come espandersi nei supermercati.

Angelina Jolie è un apostolo (o si dovrebbe dire in boldriniano un’apostola?) della alimentazione a base di insetti. si è anche fatta filmare dalla BBC.

Certo, industrializzare l’allevamento degli insetti e la loro trasformazione in alimenti a lunga conservazione può rappresentare una importante risposta alla domanda di cibo. e di cibo a bassissimo costo, che la crescita della popolazione mondiale determina. Ma questo è un futuro che forse non vedrò.

Per ora mi accontento di un po’ di formaggio con i grilli autoprodotto. E quasi terminato.

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