Vissani, Cracco, Borghese. I grandi chef contro Conte. “Senza aiuti chiudo”. E sul plexiglass…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Maggio 2020 9:19 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2020 16:36
Vissani, Cracco, Borghese. I grandi chef contro Conte. "Senza aiuti chiudo". E sul plexiglass...

Vissani, Cracco, Borghese. I grandi chef contro Conte. “Senza aiuti chiudo”. E sul plexiglass… (Foto Ansa)

ROMA – I grandi chef italiani contro il Governo di Conte per come ha gestito il settore della ristorazione nell’emergenza coronavirus.

Non tutti i ristoranti infatti hanno riaperto da lunedì 18 maggio.

“Senza aiuti dello Stato resisto un mese”, aveva detto giorni fa Alessandro Borghese. Sui social nessuna notizia della riapertura del suo “Il lusso della semplicità” a Milano.

Critico anche Carlo Cracco che aveva chiesto maggiore dialogo al governo con gli operatori del settore, evidenziando le difficoltà post lockdown.

“Plexiglass nel ristorante? Piuttosto chiudo!”, ha detto invece lo chef Gianfranco Vissani.

Riapre ma con asporto e delivery il locale romano di Vissani. “È una piccola toppa: quanti sono in Italia quelli che ti pagano una cena 200 euro con il delivery?”.

Nei giorni scorsi, lo chef Gianfranco Vissani è stato ospite a Coffee Break, il programma condotto al mattino su La7 da Andrea Pancani.

Il tema è ristoranti. Riusciranno a lavorare a ranghi ridotti? Vissani è molto critico con i presenti:  “Non dite ca**ate, siete fuori mercato. L’onda è lunga, nei ristoranti non ci andrà nessuno.”

Vissani spiega ancora: “Non siamo pronti, a queste condizioni non apriamo. State fermi, bisogna lavorare in sicurezza. Bisogna dare liquidità a queste attività, che non ce la fanno più. Un ristoratore si voleva dare fuoco, vi rendete conto che stiamo messi? Non riparto a queste condizioni”.

Il concetto Vissani lo aveva ribadito anche all’AdnKronos in un’intervista: “Riaprire i ristoranti nei tempi e nei modi ipotizzati dal Governo è una farsa: tanto vale, allora, restare chiusi! Intanto, per protesta, ho restituito simbolicamente le chiavi del mio locale in Umbria al sindaco”. (Fonti Facebook e AdnKronos).

Una polemica che sembra quindi non arrestarsi e che non può essere appianata con del buon vino  (degustato magari utilizzando il Coravin, strumento pensato per preservare la sicurezza e la qualità del prodotto), ma che terrà ancora banco nei prossimi mesi, il nostro augurio e che la ristorazione italiana possa ripartire al più presto, in totale sicurezza.