“Berlusconi è bollito?”, l’editoriale “shock” di Libero

Pubblicato il 9 Aprile 2011 20:49 | Ultimo aggiornamento: 9 Aprile 2011 20:49

ROMA – Il direttore di Libero Maurizio Belpietro lancia in prima pagina sul suo giornale il titolo “Berlusconi è bollito?”. Da un berlusconiano come lui la domanda non avrebbe molto senso e invece…

Il sito Dagospia riporta l’editoriale di Belpietro e commenta:

“Apertura shock di Libero, “Berlusconi è bollito?”. Sul blitz anti Geronzi è stato colto di sorpresa come un Bersani qualunque. Sulla guerra in Libia è stato scavalcato e menato dai francesi. Sui clandestini fallimento con Maroni. Giustizia: ok difendersi dai magistrati, ma i processi del premier hanno rotto. “Dubitare di Berlusconi è legittimo, anche perchè lui contribuisce compiendo errori e passi falsi come con le cene ad Arcore, ma in fondo è il meglio che passa il convento. O se volete il meno peggio”. Vuoi vedere che anche Belpietro e Feltri hanno capito che non sarà il voto a far cadere Berlusconi, bensì un “ex voto” a cura di una cordata formata da Tremonti e Terzo Polo?

Nell’editoriale di Libero Belpietro scrive:

Silvio Berlusconi ci ha abituato a un comportamento che nessun leader prima di lui ha mai avuto: nei momenti più difficili, quando pare sull’orlo del precipizio, invece di mostrarsi accigliato manifesta maggiore allegrezza, ridendo e scherzando come se nulla fosse. Lo ha fatto anche ieri, all`incontro con le giovani promesse italiane, presentandosi sorridente e ironizzando sui guai giudiziali e sul bunga bunga, quasi che la raffica di processi in corso a Milano gli facesse solletico.

L’atteggiamento fa irritare molto la sinistra, che lo vorrebbe serio e depresso come si conviene a un presidente del Consiglio e per questo lo accusa di incoscienza, descrivendolo al pari di un vecchio satrapo che si diverte mentre il Paese va in malora. Da questo punto di vista niente di nuovo, direi. Ma da ultimo, complice la crisi economica e quella nel Maghreb, le critiche hanno fatto breccia in una parte di elettorato moderato, la quale inizia a interrogarsi se il premier sia in grado di far fronte a una situazione complessa come quella attuale e non sia giunta per lui l`ora di passare la mano. […]