Dagospia stronca l’ultimo libro di Saviano, “pusher dell’ovvio”

Pubblicato il 5 Aprile 2013 12:11 | Ultimo aggiornamento: 5 Aprile 2013 12:11
Dagospia stronca l'ultimo libro di Saviano, "pusher dell'ovvio"

Roberto Saviano (Foto Lapresse)

ROMA – “Sotto a chi coca! Il nuovo Saviano pusher dell’ovvio”: Dagospia stronca l’ultimo libro di Roberto Saviano, “ZeroZeroZero”. In quel libro, scrive il sito di Roberto D’Agostino, il “guru di Gomorra riciccia la solita tesi così vicina al luogo comune: il business criminale è alla base della nostra economia”.

Dagospia riprende un articolo scritto da Alessandro Gnocchi per il Giornale, che sottolinea come Saviano “non rinunci a scrivere libri a tesi”. Per di più libri in cui “la tesi è sempre la stessa”. Non solo: “Saviano sa, ma non ha le prove”.

Scrive Gnocchi, ripreso da Dagospia:

Un romanzo come questo, che affonda le radici nel reportage, dovrebbe essere, almeno in parte, una scoperta che giunge dopo una attenta ricognizione sul campo. Invece Saviano rivela fin dalle primissime pagine il succo di questa lunga indagine sulla cocaina e sul narcotraffico.

La caduta del Muro, secondo Saviano, è meno importante degli accordi tra narcotrafficanti alla fine degli anni Ottanta; il messicano Félix Gallardo «El Padrino» e il colombiano Pablo Escobar «El Mágico» sono personaggi storici da collocare sullo stesso piano di Reagan e Gorbaciov. Il libero mercato, nei suoi alti e bassi, non è altro che il volto (più o meno) presentabile della malavita.

Le economie criminali, che non risentono della crisi, ne sarebbero però l’origine. Da lì sarebbero arrivati i capitali necessari a sostenere le Borse e la finanza dei titoli tossici. Persino gli scontri fra ideologie e civiltà, i conflitti religiosi e culturali sarebbero incomprensibili senza tenere conto del fattore criminale e della sua influenza. Bisogna dunque guardare negli occhi il vero potere, quello delle organizzazioni internazionali, perché ha costruito il mondo moderno generando «un nuovo cosmo».

(…). Il viaggio nei meandri dello spaccio inizia a New York ma i primi protagonisti sono i boss italiani. Tocca a loro addestrare le nuove generazioni di messicani e latinoamericani, affamati come squali. (…). Nelle oltre quattrocento pagine di ZeroZeroZero c’è tutto, insomma. Meno il gusto dell’avventura intellettuale.