Giampiero Mughini stronca Paola Taverna: “Ha un vocabolario di 30 parole”

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 giugno 2018 15:05 | Ultimo aggiornamento: 7 giugno 2018 15:05
Giampiero Mughini stronca Paola Taverna: "Ha un vocabolario di 30 parole"

Giampiero Mughini stronca Paola Taverna: “Ha un vocabolario di 30 parole”

ROMA – “Paola Taverna ha un vocabolario di scarse 30 parole”. Così Giampiero Mughini stronca brutalmente la senatrice grillina. In una lettera a Dagospia il giornalista racconta, col suo solito sarcasmo, l’esperienza del suo incontro ravvicinato con la Taverna. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] L’occasione è un confronto televisivo, durante il quale la senatrice avrebbe dato sfoggio della sua oratoria energica e colorita.

“Ieri sera, in un set televisivo, ho avuto il piacere di trovarmi di fronte una loro senatrice – racconta Mughini – La guardavo come si guarda una specie rara, e benché loro abbiano avuto 11 milioni di voti. La ascoltavo, mentre parlava. Sia detto con rispetto della persona, aveva in tutto e per tutto un vocabolario di circa 30 parole”.

La critica di Mughini si spinge fin dentro ai contenuti esposti ad alto volume dalla Taverna:

“S’era costruita tutta una narrazione della storia politica italiana recente fatta di cartapesta, una narrazione parola per parola e aggettivo per aggettivo che non avrebbe retto a un esame di quinta ginnasio. S’era costruita un universo suo, che è evidentemente l’universo di cui si fanno forti i grillini, che esisteva solo nella sua testa e in nessun altro posto al mondo”.

L’opinionista cita pure un esempio:

“Ha accusato il Pd renziano di avere lasciato sul campo un esercito di 12 milioni di poveri, di essere stato insomma la causa di questa loro povertà e sciagura. Una porcata assoluta in punta di fatto. E perché i poveri veri in Italia sono un terzo di quella cifra e perché la loro condizione (ahimé terribile) non dipende certo dall’azione di un governo e bensì innanzitutto da una crisi economica apicale dell’intero Occidente e dalle trasformazioni vertiginose della nostra economia. Lei però, la nostra senatrice, era soddisfatta di quello che aveva detto. Glielo leggevi in volto la soddisfazione per l’acume che stava mostrando”.

Mughini conclude spietato:

“Poi ha aggiunto che il Pd s’era rifiutato di andare al governo con loro perché “non in grado” di governare nel momento che stiamo attraversando. Calenda e Delrio non in grado di “governare”? Pazzesco pazzesco pazzesco. Favole favole favole”.

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