L’inchiesta sul dossier contro Marcegaglia nasce da un’indagine sullo smaltimento di rifiuti

Pubblicato il 11 Ottobre 2010 11:24 | Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre 2010 11:24

Emma Marcegaglia

Nascono da un’inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti a Foggia le intercettazioni che hanno portato alla perquisizione nella sede del “Giornale” e all’indagine sul Alessandro Sallusti e Nicola Porro per un presunto dossier su Emma Marcegaglia. Le telefonate “incriminate” deriverebbero da accertamenti e verifiche su alcuni affari riconducibili al “gruppo Trevi” che fa capo al vice presidente di Confindustria, Cesare Trevisani. Questo è quanto racconta il Corriere della Sera.

Nell’ambito di questa inchiesta i pm di Napoli Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock sono incappati nelle telefonate tra il vicedirettore del Giornale Porro e il portavoce della Marcegaglia, Rinaldo Arpisella (che, però, non sarebbe sotto inchiesta). Quelle telefonate in cui Porro annunciava un “super pezzo giudiziario sugli affaire della famiglia Marcegaglia” e diceva “abbiamo spostato i segugi da Montecarlo a Mantova”. L’inchiesta “originaria”, dunque, riguarderebbe un insediamento di rifiuti in provincia di Foggia in cui, è utile precisarlo, nè direttore e vicedirettore del Giornale, nè Arpisella e Marcegaglia sono implicati.

Ora, su questa nuova inchiesta riguardante Il Giornale e il presunto dossier sulla Marcegaglia, si dovrà stabilire se potrà continuare ad indagare la procura di Napoli. Oppure se gli incartamenti debbano passare a Milano (dove ha sede Il Giornale) o a Roma, dove si trova la sede di Confindustria e lavora Arpisella.