Cambio di poltrone al “Misfatto”. Luca Telese contro Stefano Disegni: “Prima non voleva il giocattolino, ora gli piace”

Pubblicato il 26 Aprile 2011 12:52 | Ultimo aggiornamento: 26 Aprile 2011 13:32

Luca Telese (foto Lapresse)

ROMA – Da un lato c’è il giornalista Luca Telese e dall’altro Stefano Disegni, matita affilata del “Misfatto”. Entrambi sono saliti sul ring proprio dopo che “sono andati mandati a casa” (parole di Telese) i vertici che reggevano finora quell’inserto satirico che esce tutte le domeniche con il Fatto quotidiano.

Gli elementi principali della storia sono questi, in mezzo ci sono le anticipazioni del sito Dagospia, e dopo ci sono le varie frecciate che Telese e Disegni si sono mandati, rigorosamente a distanza.

La lamentela, scrive Telese sul suo sito, arriva da un “collettivo di persone che per un anno ha mandato in edicola ogni domenica il Misfatto (eravamo quattro gatti, io Roberto Corradi, Manolo Fucecchi, Stefano Ferrante e gli altri avventori periodici come Melissa P. Bebo Storti, Bertolotti e De Pirro, ma quattro o sei è diverso da uno)”.

Quello che è successo, ricostruisce Dago, è che alcuni sono stati “defenestrati” e Disegni si è preso la poltrona maxima e ha pure iniziato ad accusare gli altri di essere troppo “politicamente corretti” perché non attaccano “idoli” della sinistra come Beppe Grillo o Asor Rosa.

La replica al vetriolo di Telese non si fa attendere. “Questa meravigliosa polemica che Stefano Disegni immagina di aver intrattenuto con noi sulla natura della satira (noi saremmo “politicamente corretti”, lui anticonformista e ribelle, wow!) semplicemente non esiste (avendo smesso di partecipare alla seconda riunione per fare l’autore di un programma di successo chiuso alla terza puntata, non c’è stata alcuna possibilità di polemizzare con lui, nemmeno volendo: lui non c’era)”.

E ancora, il soggetto è sempre Disegni: “Il Grande Professionista della Satira ha scalpitato da matti per farsi dare un giocattolino, dopo – come abbiamo raccontato – aver rifiutato la proposta (di Padellaro e anche mia) di condurlo quando non c’erano certezze, perchè non voleva mettere in gioco il prestigio della sua firma. Dopo aver proposto come coordinatore del supplemento Corradi, ed essersi arrabbiato una settimana dopo perchè Corradi non gli portava l’acqua con le orecchie, Disegni è venuto da me dicendo: “Cacciamolo via”. Visto che gli ho risposto picche è andato dal vicedirettore del nostro giornale e a quanto pare è riuscito a convincerlo che fosse una buona idea”.

Perché, scrive Telese, il paradosso dei paradossi italiani è il seguente: “si toglie ai giovani per dare ai babbioni” . Il perché, usando le metafore del giornalista sarebbe questo: “Adesso che lo spazio c’é, e i soldi pure, i Garibaldini che hanno voluto la presa di Porta Pia vengono mandati a casa per dare spazio al Grande Professionista della Satira che all’inizio aveva declinato l’invito”.