80 euro di Renzi tagliati? Salvini: “Non è all’ordine del giorno”. M5S e Lega: brutti ma non li tocchiamo

di Dini Casali
Pubblicato il 22 maggio 2019 10:46 | Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2019 10:58
80 euro di Renzi tagliati? Salvini: "Non è all'ordine del giorno". M5S e Lega: brutti ma non li tocchiamo

80 euro di Renzi tagliati? Salvini: “Non è all’ordine del giorno”. M5S e Lega: brutti ma non li tocchiamo

ROMA – “Non è all’ordine del giorno” togliere gli 80 euro del Governo Renzi: “io sono al Governo non per togliere ma per dare”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini al programma ‘Mattino 5’ su Canale 5. Il ministro dell’Interno ha così risposto indirettamente al collega dell’Economia Tria che, più in veste accademica che politica, aveva spiegato come il bonus Renzi fosse “tecnicamente sbagliato” e che, con una riforma dell’Irpef gli 80 euro sarebbero stati “riassorbiti”.

Riassorbiti come, riassorbiti quando? In realtà, a dispetto del facile bersaglio rappresentato da una misura spot dell’esecrato governo Renzi, il bonus consegna a più di undici milioni di lavoratori dipendenti 960 euro in più all’anno, in forma di detrazione fiscale ma comunque una specie di quattordicesima da 80 euro al mese per i redditi sotto i 1500 euro. Sarebbe autolesionista per qualsiasi forza politica cancellarlo, complicatissimo spiegarlo specie in campagna elettorale. Meglio parlarne male ma lasciando tutto com’è. 

In effetti, è la posizione ribadita oggi dal M5S, con le parole di Stefano Patuanelli, capogruppo al Senato, intervenuto ai microfoni de “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus: “Non è nell’agenda del governo andare a toccare la misura che noi reputavamo sbagliata, ma che certamente ha creato un’aspettativa a chi la riceve. Togliere certezze ai cittadini non credo sia l’obiettivo di questo governo”.

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Stessa posizione quella della Lega, per cui se si abbassano per tutti le tasse, quegli 80 euro di detrazione non avrebbero ragion d’essere, spiega il viceministro all’Economia, Massimo Garavaglia, intervistato da La Stampa: “Per me la strada è chiara. E lo è anche la soluzione. Anche perché gli 80 euro sono sbagliati da due punti di vista. Figurano come dieci miliardi di spesa e non come dieci miliardi di minore pressione fiscale. Sortiscono quindi l’effetto di dare segnali negativi alle agenzie di rating”. Tutto vero, tutto giusto, ma i contribuenti capiscono meglio Salvini quando dice chiaro quei soldi non si toccano. Per la riforma fiscale, chi vivrà vedrà. (fonte Ansa)