A2A, il presidente Giuliano Zuccoli di è dimesso

Pubblicato il 8 Febbraio 2012 15:28 | Ultimo aggiornamento: 8 Febbraio 2012 17:22

Giuliano Zuccoli (Foto LaPresse)

MILANO – Giuliano Zuccoli ha rassegnato le sue dimissioni da presidente del consiglio di gestione di A2A e da presidente di Edison. La carica al vertice del gruppo energetico era comunque in scadenza, dopo il via libera agli accordi per il riassetto azionario che porteranno la proprietà di Edison a Edf. Zuccoli ha motivato il suo addio facendo riferimento a ”motivi personali”.

Le deleghe di Giuliano Zuccoli, presidente del consiglio di gestione di A2A, saranno conferite ai consiglieri di gestione Renato Ravanelli e Paolo Rossetti, direttori generali rispettivamente dell’area corporate e dell’area tecnico-operativa. Lo si legge in una nota in cui vengono ufficializzate le dimissioni di Zuccoli ”per motivi personali da tutte le cariche sociali ricoperte nel gruppo”. Comunque il consiglio di sorveglianza, ”ai sensi dello statuto”, provvederà alla sostituzione del manager.

Zuccoli, 69 anni, laureato in ingegneria elettrotecnica, iniziò la propria carriera nel gruppo Falck, per entrare, nel 1996, in Aem, la società elettrica del Comune di Milano, di cui diventò amministratore delegato l’anno seguente. Dopo la fusione con la municipalizzata di Brescia e la nascita di A2A fu nominato presidente del Consiglio di gestione e presidente di Edison, in rappresentanza dei soci italiani di Delmi, e presidente del consiglio di gestione della nuova società A2A.

Nel quindicennio della sua presidenza, l’ingegnere valtellinese ha portato la multiutility milanese a crescere dando avvio a una politica di alleanze e aggregazioni in territorio lombardo, culminata nella fusione con l’Asm Brescia. Nell’ultimo anno Zuccoli, nonostante i problemi di salute, si è battuto con decisione perché il divorzio tra Edf e i soci italiani di Edison, guidati da A2A, si risolvesse in una crescita industriale della società nel comparto della generazione elettrica.

E proprio Zuccoli è stato il più arcigno sostenitore del mantenimento in mani italiane di Edipower e delle sue nove centrali elettriche, anche a costo di uno sforzo finanziario importante per A2A e Delmi. Una determinazione che era valsa al progetto, frutto di visione industriale e realizzatosi grazie alla mediazione del ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, l’epiteto di ‘Lodo Zuccoli’.

Proprio Edipower, nel cui azionariato sono presenti diverse municipalizzate (Iren, Sel, Dolomiti Energia) potrebbe costituire la base attorno a cui realizzare un altro dei progetti da sempre vagheggiati da Zuccoli: la costituzione di una ‘grande multiutility italiana’, sul modello della tedesca Rwe, attorno a cui riunire tutte le principali utility a controllo pubblico italiane.

Nell’ultimo periodo la gestione di Zuccoli era stata oggetto di critiche da parte dell’assessore al bilancio del Comune di Milano, Bruno Tabacci, che aveva chiesto, in occasione del rinnovo dei consigli la prossima primavera, una discontinuita’ manageriale. Probabile che Zuccoli abbia voluto decidere i tempi della sua uscita di scena.