A380 va in pensione, Airbus non costruirà più il gigante dei cieli

di Redazione blitz
Pubblicato il 15 febbraio 2019 7:11 | Ultimo aggiornamento: 15 febbraio 2019 0:16
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A380 va in pensione, Airbus non costruirà più il gigante dei cieli

ROMA – E’ la fine di una grande illusione: a circa un decennio dall’entrata in servizio, Airbus seppellisce l’A380, l’aereo passeggeri più grande al mondo che doveva rappresentare la risposta europea al Jumbo Usa. L’obiettivo era fare del ‘gigante dei cieli’ il leader indiscusso del settore surclassando i 747 di Boeing, ma l’eccessiva ‘grandeur’ – almeno tra le nuvole – non si è rivelata una scelta vincente, piuttosto il contrario.

Il colosso europeo dell’aeronautica ha annunciato ieri, 14 febbraio, che la produzione dell’A380 verrà interrotta con la prevista consegna dell’ultimo apparecchio nel 2021. Dopodiché, il quadrimotore a doppio ponte che può trasportare fino a 853 passeggeri entrerà negli annali dell’industria dei cieli, al fianco del Concorde e di altri predecessori andati in pensione. Nel concreto, la scelta di interrompere la produzione dell’A380 è legata al taglio di 39 commesse da parte di Emirates, la compagnia del Golfo tra i migliori clienti dell’A380.

“La conseguenza di questa decisione – ha annunciato oggi il presidente esecutivo del gruppo, Tom Enders, che il 10 aprile lascerà il testimone a Guillaume Faury – è che le nostre commesse non erano piu’ sufficienti per mantenere la produzione dell’A380 e questo, nonostante gli sforzi di vendita intrapresi negli ultimi anni presso altre compagnie”. “Questo porrà fine alle consegne dell’A380 dal 2021”, ha confermato, prima di concludere con una postilla filosofica: “Nel business, le decisioni non vanno basate sul cuore ma sui fatti”.

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Benché amatissimo dai passeggeri, l’A380 non ha mai convinto del tutto le compagnie aeree, caute nell’impegnarsi su un aereo così costoso ed enorme al punto che gli aeroporti hanno dovuto costruire nuove piste e modificare i terminali per sistemarlo. Senza contare lo sbarco di un esercito di quasi mille passeggeri allo stesso tempo in uno stesso scalo. Una scommessa logistica se non un rompicapo per il personale di terra.

Gli A380 iniziarono a volare nel 2008, hanno due piani, il bar, in alcuni casi anche la palestra. La decisione di interrompere la produzione della Fortezza dei Cieli è un vantaggio per la rivale Boeing e un duro colpo per l’immagine di Airbus. Anche se i conti del colosso europeo dell’aeronautica godono di ottima salute e le performance commerciali si confermano in linea con gli obiettivi. I ricavi 2018 sono stati di circa 64 miliardi di euro contro i 59 miliardi di euro dello scorso anno, ovvero un aumento dell’8%. L’utile netto consolidato è schizzato del 29%, per raggiungere 3,054 miliardi di euro contro i 2,36 miliardi nel 2017.

Airbus ha consegnato 800 apparecchi lo scorso anno e registrato 747 ordini netti. In totale sono 7.577 le commesse, per almeno 8 anni di produzione garantita. Del resto, la stessa Emirates, non ha annullato del tutto l’ordine degli A380, ma semplicemente deciso di convertire una parte delle commesse in aerei piu’ pratici ed ecologici: una quarantina di A330 Neo e una trentina di A350. Sul piano finanziario, il costruttore europeo esce tutto sommato vincente dall’operazione. Se il taglio degli A380 rappresenta una perdita di circa 16 miliardi, l’acquisto degli A330 Neo e A350 rappresenta un guadagno di circa 20 miliardi.