Abi: “Oltre un milione di clienti non rimborsano i prestiti alle banche”

di redazione Blitz
Pubblicato il 31 ottobre 2013 11:13 | Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2013 11:13
Abi: "Oltre un milione non rimborsano i prestiti alle banche"

Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli (Foto Lapresse)

ROMA – Sono un milione e 167 mila le imprese, le famiglie e le persone clienti “in sofferenza” delle banche italiane. Lo sottolinea il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, che invita a guardare dentro ai dati del bollettino statistico di Bankitalia. “E’ un numero gigantesco – osserva Patuelli – di un fenomeno sociale di massa nel quale, ben 982 mila hanno debiti in sofferenza per importi inferiori ai 125 mila euro”. Non sono cioè grandi gruppi, non sono i clienti forti favoriti nella concessione dei finanziamenti a non pagare, ma appunto famiglie e piccoli imprenditori messi con le spalle al muro dalla crisi. 

“La crisi – osserva il presidente dell’Associazione bancaria italiana in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio – vede da cinque anni sempre crescenti necessità di un nuovo capitale per le banche che rincorrono di continuo le sempre più rigide regole internazionali e la necessità di sempre ulteriori accantonamenti per far fronte alle sempre nuove perdite di crediti soprattutto alle imprese”.

Patuelli apprezza le parole del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che dallo stesso palco ha fatto il punto sulla situazione. Le sofferenze ammontano a 75 miliardi ampiamente coperti da garanzie reali e personali, mentre gli altri prestiti difficili per i quali le banche non hanno ancora perso del tutto le speranze raggiungono circa 110 miliardi. Visco ha parlato di necessità per il sistema bancario di tagli dei costi, specie del personale che rappresenta la metà di quelli complessivi. Parlando alla giornata del risparmio Patuelli, in merito alla dura vertenza con i sindacati bancari culminata nello sciopero di giovedì 31 ottobre, ha rilevato di apprezzare anche l’invito del governatore a ”coinvolgere e responsabilizzare tutte le parti”.

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Patuelli, però, guarda il fenomeno anche da un’altra prospettiva. Indica il numero dei clienti, imprese, famiglie, professionisti e lavoratori che non hanno pagato i propri debiti: quel milione e 67 mila di cui sopra. Una cifra figlia della crisi che si abbatte sempre più sulle fasce più deboli. Di qui l’autodifesa: “Bisogna dire basta alla ingenerosa e preconcetta demonizzazione che cerca di scaricare ingiustamente sulle banche italiane la responsabilità per una crisi economica che viene anche geograficamente da lontano”. Non è colpa del credito concesso col contagocce, se le aziende, soprattutto quelle minori, chiudono i battenti. Semmai, spiega Patuelli, è vero l’inverso: sono i prestiti non rimborsati messi a perdita ad assorbire i profitti delle banche e in prospettiva ad indebolire il loro capitale.

 

Il presidente dell’Abi, infine, chiede di ”non spaventare i risparmiatori con minacce e tantomeno con realizzazioni di imposte patrimoniali eccezionali o ordinarie”. Nel suo intervento alla Giornata del Risparmio Patuelli ha spiegato come occorra ”la progressiva stabilizzazione del quadro economico ed istituzionale” e ”fornire garanzie etiche e fiscali di maggior rispetto per il risparmio destinato a impieghi produttivi come l’intermediazione bancaria, gli investimenti azionari e gli immobili”.