Abi: sospesi 60 mila mutui alle famiglie. Il 19 incontro con Passera di banche e imprese

Pubblicato il 11 aprile 2012 20:59 | Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2012 21:08

ROMA – Banche, imprese e governo provano a stringere sul tema del credito con un incontro il prossimo 19 aprile che affrontera' il nodo del credit crunch e la proposta Abi per smobilizzare i debiti della P.A. senza danno ai conti dello Stato. Intanto la crisi induce le famiglie a un atteggiamento di investimento sempre piu' prudente e le sospensioni dei mutui a quelle in difficolta', nell'ambito della moratoria, arrivano a oltre 60mila per un controvalore di 7,3 miliardi di euro.

Mentre si rinnovano le tensioni sui mercati finanziari con l'allargamento dello spread, le banche chiedono di completare la loro proposta sulla moratoria alle Pmi che prevedeva due accordi accessori: il plafond sui nuovi investimenti e lo smobilizzo dei crediti verso la Pa attraverso la formula pro solvendo che consenta cioe' alle imprese di avere liquidita' dalle banche senza aumentare l'indebitamento dello stato.

Per questo il ministro dello sviluppo Corrado Passera, dopo un incontro martedi' scorso con il presidente dell'Abi Mussari, vedra' formalmente giovedi' 19 aprile banche e imprese. La proposta prevede che si debba partire dai crediti della Pubblica Aministrazione Centrale per poi passare, se l'esperimento funzionasse, anche a quelle locali. In ballo ci sono circa 70 miliardi di euro di crediti bloccati.

E l'Abi, per voce del direttore generale Giovanni Sabatini ricorda che il sistema del credito sta facendo la sua parte comprando titoli di stato e calmierando lo spread da un lato e usando i fondi Bce per i nuovi investimenti. I finanziamenti da Bruxelles tuttavia sono solo il 6% degli impieghi totali italiani e non permettono cosi' di cambiare radicalmente la situazione. A difesa delle banche e' arrivato poi anche il presidente dell'Acri Giuseppe Guzzetti che ripete quanto detto nelle scorse settimane anche dalla Bce e dalla Banca d'Italia: manca la domanda da parte delle imprese. Tuttavia il sistema del credito ha siglato e sta siglando numerosi accordi e convenzioni sul territorio con le associazioni di Confindustria e quelle delle Pmi, spiega, replicando al presidente di Confindustria Emma Marcegaglia.

Ma la percezione degli italiani verso il risparmio e gli investimenti con la crisi resta di prudenza. Sempre l'Abi segnala come le famiglie si stiano orientando verso strumenti facilmente liquidabili come i conti deposito e le obbligazioni. E per l'Osservatorio Findomestic (Gruppo Bnp Paribas) addirittura nove italiani su dieci sono convinti che in questo momento sia le imprese sia le famiglie abbiano una grandissima difficolta' di accesso al credito e il fenomeno si manifesta soprattutto quando ci si rivolge a una banca (56%) piuttosto che a una societa' finanziaria (3%), mentre il 36% risponde entrambe.