Affittacamere ai tempi dell’Imu. Crisi, tornano le stanze a pigione

Pubblicato il 9 Gennaio 2013 9:52 | Ultimo aggiornamento: 9 Gennaio 2013 9:55
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Affittacamere ai tempi dell’Imu: con la crisi tornano le stanze a pigione

ROMA – L’Imu morde il reddito e certo non posso vendermi o affittare la casa dove abito? E allora mi affitto una stanza a pigione, magari in nero. La crisi aiuta, la domanda di camere in affitto è cresciuta esponenzialmente negli ultimi due anni. Immobiliare.it calcola un buon 26% dal 2010. Calcola pure che l’introito supplementare, una specie di piccolo reddito integrativo: tra i 170 e i 500 euro al mese. Con un po’ di indulgenza stima anche quanti versano le tasse sull’affitto: nemmeno la metà, a voler essere generosi, stipula uno straccio di contratto.

Racconta Carlo Giordano, responsabile di Immobiliare.it, al Corriere della Sera (9 gennaio): “Per molti, la lampadina si è accesa con la seconda rata dell’Imu. Hanno capito che la casa costa anche se non si deve pagare un affitto. E, piuttosto che venderla, mettono una parte della casa a reddito”. Comunque il fenomeno è molto significativo: solo a Roma e Milano sono consultabili ogni giorno circa 8 mila annunci di appartamenti e 300 stanze offerte in condivisione. Stanze a pigione, si diceva una volta e non era mica una vergogna. Anzi, spesso è più di un’opportunità economica.

Gli psicologi discettano di sindrome da “nido vuoto” a proposito delle famiglie in cui il Tanguy del caso ha finalmente spiccato il volo (sempre più tardi): ecco che si presenta l’occasione per riempirlo quel nido, uno studente fuori sede, un pendolare, qualcuno che il week- end non resta tra i piedi e torna a casa sua. Proprio nella flessibilità della formula sta il successo dello scambio: io rinuncio a un po’ di privacy per una cifra modesta ma regolare, tu, senza impegno duraturo, risparmi qualche soldino (50/75 euro con il padrone dentro casa) e ti procuri un letto provvisorio, ma caldo.