L’Agenda Confindustria: 40 ore di lavoro in più all’anno pagate il doppio

Pubblicato il 24 Gennaio 2013 11:43 | Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio 2013 13:08
L'Agenda Confindustria: 40 ore di lavoro in più all'anno pagate il doppio

Giorgio Squinzi (Foto Lapresse)

ROMA – La ricetta di Confindustria per superare la crisi? Lavorare 40 ore in più all’anno. Una settimana di lavoro in più, che spalmata su un anno di lavoro non è impresa impossibile o, se si vuole, una settimana di ferie in meno, pagata il doppio però perché detassata e sgravata dei contributi. Una settimana in più pagata a peso d’oro, stabilizzando a un miliardo l’anno le risorse per la detassazione del salario di produttività.

Nel piano dettagliato di azione proposto dal sindacato degli industriali alle forze politiche che si candidano alla guida del paese è contenuta “una vera e propria tabella di marcia fino al 2018”. L’Agenda Confindustria si compone di una “terapia d’urto” e di un piano di riforme articolati in 5 anni per portare crescita, lavoro, più reddito alle famiglie e dunque più consumi, conti pubblici in equilibrio e meno tasse.

Una settimana di lavoro in più perché l’alternativa è il baratro. Le 40 ore in più sono uno dei punti chiave della fase d’urto che promette di smobilitare risorse per 316 miliardi, dai tagli alla spesa pubblica , al riordino degli incentivi alle imprese ed all’armonizzazione degli oneri sociali, a privatizzazioni e dismissioni del patrimonio pubblico, aumentando del 10% gli incassi dalla lotta all’evasione; e sul fronte delle riforme fiscali armonizzando le aliquote Iva ridotte, anche con aumenti ma finalizzati a reperire risorse da destinare alla riduzione dell’Irpef sui redditi più bassi. 

Confindustria propone di tagliare dell’8% il costo del lavoro nel manifatturiero e cancellare per tutti i settori l’Irap che grava sull’occupazionetagliare gli oneri sociali, con 40 ore di lavoro in più l’anno pagate il doppio perché detassate e de-contribuite, stabilizzando a un miliardo l’anno le risorse per la detassazione del salario di produttività).