Più Iva nel 2014 per più posti e più soldi in busta paga: l’agenda Letta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 settembre 2013 9:37 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2013 9:46
Più Iva nel 2014 per più posti e più soldi in busta paga: l'agenda Letta

Più Iva nel 2014 per più posti e più soldi in busta paga: l’agenda Letta

ROMA – Più Iva nel 2014 per più posti e più soldi in busta paga: l’agenda Letta. Si chiama  “Un’agenda per la crescita” , è l’aggiornamento del Def (la vecchia finanziaria) dove il Governo rivede al ribasso i dati su Pil (-,7% contro l’1,3% di aprile), conferma l’impegno a non sforare il 3% di rapporto deficit/Pil, indica il piano per mettere più soldi nelle buste paga e/o taglia le tasse alle imprese per creare più occupazione. Entro fine anno vanno trovate risorse per 6 miliardi: sarà forse possibile evitare l’aumento dell’aliquota Iva a 22% nel 2013, ma visto che sono soldi già messi in bilancio, la sterilizzazione dell’aumento salta per il 2014, in vista di una rimodulazione. Non proprio come sull’Imu, il dibattito sull’Iva proseguirà (meglio non aumentarla dice il viceministro Fassina per non deprimere ulteriormente i consumi). Nell’Agenda, però, la priorità è la riduzione del cuneo fiscale. L’Agenda è finora il contributo più avanzato che il Governo dedica alla crescita: in essa recepisce l’indicazione europea a finalmente spostare  il carico fiscale dal lavoro e dal capitale a ”consumi, beni immobili e ambiente”. Nel 2014 ci sono spendibili 7/8 miliardi di euro, perché la riduzione sia significativa bisogna arrivare a una cifra perlomeno doppia. Servono 15 miliardi per ridurre il cuneo fiscale sia ai lavoratori che alle imprese. Secondo le simulazioni fatte con il modello econometrico dell’Istat, un taglio interamente a beneficio delle imprese porterebbe fino a 200 mila posti di lavoro in più, mentre se fosse concesso tutto ai lavoratori avrebbe un effetto più forte sulla domanda, sui consumi e sul pil. Per farlo si indicano alcune linee di azione, tra cui la revisione dell’ambito di applicazione delle esenzioni e delle aliquote ridotte dell’Iva ma anche delle agevolazioni fiscali dirette, oltre alla riforma del catasto (che dovrebbe arrivare con l’ok del Parlamento alla delega fiscale) che allinei estimi e rendite ai valori di mercato. Un passaggio è dedicato anche all’introduzione della nuova Service Tax che, si precisa, ”manterrà la parte di imposizione sull’immobile e in più avrà una componente diretta a tassare i servizi indivisibili e la gestione dei rifiuti”. Il tutto nell’ottica di rivisitazione dell’Imu in chiave di ”maggiore equità”.