Aggio Equitalia. Corte Costituzionale verso no ai ricorsi. Evitato buco da 2,5 mld

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Maggio 2015 11:40 | Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2015 11:58
Aggio Equitalia. Corte Costituzionale verso no ai ricorsi. Evitato buco da 2,5 mld

Aggio Equitalia. Corte Costituzionale verso no ai ricorsi. Evitato buco da 2,5 mld

ROMA – Aggio Equitalia. Corte Costituzionale verso no ai ricorsi. Evitato buco da 2,5 mld. Il verdetto potrebbe arrivare già oggi (27 maggio): ieri il nodo della costituzionalità dell’aggio applicato da Equitalia, una ulteriore potenziale tegola che potrebbe pesare per 2,5 miliardi sui conti pubblici, è stato esaminato dalla Corte Costituzionale. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha assicurato che “aspetteremo l’esito della sentenza e, se ci saranno misure da prendere le prenderemo. Nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica”.

Scotta ancora la recente sentenza dei giudici della Corte che hanno dichiarato illegittimo il blocco delle rivalutazioni degli assegni pensionistici oltre tre volte il minimo deciso dal Governo Monti e che ha costretto il Governo Renzi ad approntare i rimborsi (molto parziali) del caso. Secondo Liana Milella di Repubblica la decisione sarebbe già stata presa nel senso che i ricorsi sarebbero stati rigettati per manifesta inammissibilità mista a infondatezza.

Su Equitalia la Consulta ha deciso a ranghi ridotti. Dei 13 giudici (due devono ancora essere nominati dal Parlamento) mancavano il presidente Alessandro Criscuolo e anche Paolo Maria Napolitano. Ha presieduto la vice presidente Marta Cartabia, il cui voto, in caso di parità, vale doppio, proprio come per il presidente. Una decisione quasi scontata, e non certo per la nota di Equitalia del 5 maggio che, a ridosso della sentenza pensioni, ha lanciato l’allarme sul buco da 2,5 miliardi di euro. Una decisione in qualche modo già anticipata mei dossier del giudice relatore, l’ex presidente del Consiglio di Stato Giancarlo Coraggio, entrato a far parte della Corte a novembre 2012, in cui con ampiezza si motivano le ragioni dell’inamissibilità. (Liana Milella, La Repubblica)

Giovanni Negri spiega sul Sole 24 Ore il merito della controversia giuridica cui si aggiungono considerazioni di natura contabile a proposito delle conseguenze finanziarie di un verdetto che dia ragione ai ricorrenti: per questo la difesa di Equitalia ha chiesto che, dovessero vincere i ricorrenti, non venga perlomeno autorizzata la retroattività del provvedimento.

La questione di legittimità è stata sollevata da alcune commissioni tributarie. In primo luogo da quella di Torino che mette nel mirino la disciplina sotto il profilo della ragionevolezza: nulla da dire sul mettere a carico del contribuente inadempiente il costo della procedura, ma molto da eccepire invece sul fatto che gli siano addebitati oneri eccessivi, che oltrepassano di molto il costo effettivo della procedura. Come pure in discussione c’è l’assenza di una connessione tra aggio e capacità contributiva. (Giovanni Negri, Il Sole 24 Ore).