Air Italy, Ryanair non compra e lancia “speciali tariffe di salvataggio”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 13 Febbraio 2020 11:24 | Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio 2020 12:52
Air Italy, Ryanair pronta a farsi avanti e lancia "speciali tariffe di salvataggio"

Air Italy (nella foto Ansa) Ryanair pronta a farsi avanti e lancia “speciali tariffe di salvataggio”

ROMA – Mentre si moltiplicano gli appelli di istituzioni, sindacati e lavoratori per fermare la messa in liquidazione di Air Italy, la compagnia nata dalle ceneri di Meridiana con il supporto di Alisarda e Qatar Airways, c’è chi è già pronto a farsi avanti: Ryanair. Così vociferavano indiscrezioni di stampa, ma a smentirlo è David O’Brien, capo commerciale dell’azienda, che in un incontro a Milano fa sapere che Ryanair “non ha alcuna intenzione di comprare Air Italy. Sarebbe inutile”.

Intanto però ha lanciato una offensiva commerciale. Da sempre concorrente diretta dell’allora Meridiana sulle tratte nazionali negli aeroporti considerati “minori”, la compagnia low cost irlandese punta ora ad accaparrarsi i clienti di Air Italy con “speciali tariffe di salvataggio”. L’offerta è su 11 rotte da e per 7 aeroporti italiani “per accogliere i clienti di Air Italy i cui voli sono stati cancellati”, si legge in una nota pubblicata sul sito del vettore irlandese. Le tariffe riguardano voli nazionali da e per Cagliari, Catania, Lamezia, Milano Bergamo, Milano Malpensa, Napoli e Palermo, nonché sulle rotte internazionali da Milano Bergamo a Londra Stansted e Londra Southend.

Le tariffe sono disponibili, precisa Ryanair, per i voli da febbraio a maggio, ma come sempre accade sono limitate nella prenotazione. Per il vettore a basso costo non sarebbe la prima volta per una discesa in campo, vista la proposta di partnership presentata anche ad Alitalia per i voli a corto raggio. Ma O’Brien ci tiene a precisare che Ryanair non sta approfittando della crisi con Air Italy, pur essendo in trattativa con l’aeroporto di Olbia per aprirvi una base. 

“C’è una trattativa con l’aeroporto di Olbia per aprire lì una base, difficilmente avverrà per l’estate ma ci stiamo lavorando”, ha detto sottolineando che si tratta di un processo “indipendente” rispetto alla crisi di Air Italy. “Noi cresciamo sempre in Italia: quest’anno ci sarà un aumento fra il 3 e il 4% a fronte di una media europeo di meno dell’ 1%. È più l’Italia che approfitta di noi”, ha detto rispondendo a una domanda sulla correlazione fra le mosse di Ryanair e la crisi della compagnia.

Ryanair, ribadisce, non è interessata nemmeno ad asset parziali di Air Italy né è stata contattata per investire nella compagnia. Al gruppo non interessano nemmeno gli slot in mano ad Air Italy compresi quelli di Linate, ritenuti troppo cari. Intanto anche Easyjet ha già annunciato tariffe fisse per i passeggeri di Air Italy. 

Ma in ballo ci sono anche e soprattutto 1.450 posti di lavoro. Per tamponare l’emorragia sono all’opera le diplomazie istituzionali, sindacali ed economiche tra Sardegna, Milano e Roma. La partita si gioca a Olbia, storica sede della compagnia, Cagliari, dove c’è il governo regionale sardo, la capitale, con diversi ministeri che provano a richiamare i soci di Air Italy a un tavolo, e il capoluogo lombardo, con il Pirellone che segue gli sviluppi e l’aeroporto di Malpensa che si trasforma da principale sede operativa del vettore a epicentro della crisi.

Ieri 70 lavoratori hanno inscenato un sit-in al terminal 1 di Malpensa. Agli imbarchi ai passeggeri, che non hanno subito disagi, è stato dato un volantino per spiegare l’accaduto.  Ai dipendenti milanesi di Air Italy, circa 600, si aggiungono i 400 dell’indotto, per un totale di mille lavoratori solo a Malpensa. “Una catastrofe – dicono i sindacati – con ricadute molto pesanti sul territorio”.

Un’altra possibile strategia d’uscita è stata ipotizzata in Sardegna: la Regione, attraverso la finanziaria, potrebbe entrare nella compagine sociale di Air Italy e salvare così i posti di lavoro e i voli da e per l’Isola, in particolare per la prossima stagione estiva, che rischia di rimanere sguarnita di collegamenti nella parte più ambita del territorio sardo: la Gallura. Una mossa anche in previsione del nuovo regime di continuità territoriale aerea che la Giunta guidata da Christian Solinas sta discutendo con Bruxelles in questi giorni.

Fonte: Ansa