Alibaba, Jack Ma lascia: “Voglio morire in spiaggia”, testimone a Daniel Zhang

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Settembre 2018 9:14 | Ultimo aggiornamento: 10 Settembre 2018 9:14
Alibaba, Jack Ma lascia: "Voglio morire in spiaggia", testimone a Daniel Zhang

Alibaba, Jack Ma lascia: “Voglio morire in spiaggia”, testimone a Daniel Zhang

ROMA – Oggi 10 settembre compie 54 anni e ha deciso di regalarsi la libertà. Per questo Jack Ma – al secolo Ma Yun – lascerà ogni incarico in Alibaba, la sua creatura, il colosso dell’e-commerce che lo ha reso l’uomo più ricco della Cina con un patrimonio personale che si aggira sui 40 miliardi di dollari.

Ora la guida del gruppo passera’ definitivamente nelle mani di Daniel Zhang, già Ceo dal 2013. Ma c’e’ da giurare che il ‘Profeta’, altro soprannome di Jack, non si fara’ davvero da parte. Anche perche’ sono tante le nuove frontiere che l’ambizioso ex professore vuole sperimentare: dall’introduzione della realta’ virtuale nel commercio online allo sbarco di Hollywood in Cina grazie ad un accordo della Alibaba Pictures con Steven Spielberg.

Jack Ma lavorerà “a stretto contato con Zhang per assicurare una transizione senza intoppi” e rimarrà nel board del gruppo fino all’incontro annuale con gli azionisti nel 2020, assicura il gruppo cinese.

Daniel Zhang, spiega Repubblica citando le parole del carismatico ceo uscente, è nel colosso dell’e-commerce cinese da undici anni e ha già dimostrato “il suo superbo talento, il suo acume per gli affari e la sua leadership determinata”.

A dispetto dell’ancor giovane eta’, Jack Ma andra’ in pensione perché, come lui stesso ha detto in un’intervista di qualche tempo fa, “non voglio morire in ufficio ma in spiaggia, sotto un ombrellone”. In realtà è difficile pensare che Ma, comunque presente nel board del gruppo, non continui ad esercitare la sua massima influenza su un gruppo di cui, piu’ che un leader, e’ un vero e proprio guru.

Solo che finalmente potra’ seguire l’esempio di un altro Paperone, quello che lui ha più volte indicato come un modello: Bill Gates. Come il fondatore di Microsoft Ma si dedichera’ quasi a tempo pieno alla filantropia, alla guida della sua fondazione che finanzia progetti per dare internet ai contadini e per la diffusione dell’istruzione nelle zone agricole piu’ remote e povere della Cina. Lui che e’ prima di lanciarsi nell’avventura dell’e-commerce e’ stato povero e poi un insegnante.

“E’ l’inizio di una nuova era”, ha spiegato al New York Times, il giornale che per primo ha dato la notizia del passo indietro. Carismatico, eccentrico, ironico (tutti lo ricordano un anno fa ballare sul palco vestito da Michael Jackson davanti ai dipendenti impazziti), l’ex professore di inglese nato ad Hangzhou ha costruito la sua fortuna da una semplice intuizione, mentre tentava di comprare online una birra.

Era il 1999, insieme ad alcuni amici mise su una start up che le prime settimane stava per fallire. Poi, dopo la delusione di essere stato bocciato dalla Silicon Valley, la rivincita, il boom, alla conquista dell’enorme mercato cinese, per non regalarlo a giganti americani come eBay e Amazon. Una galoppata fino allo storico sbarco a Wall Street, esattamente quattro anni fa, nel settembre del 2014, con una ipo ancora oggi da record.

Quell’America che prima gli aveva chiuso la porta in faccia ora lo osanna, nonostante le diffidenze che il colosso cinese continua a suscitare in Usa. Alibaba adesso e’ un impero con quasi 70 mila dipendenti e che spazia dal commercio online all’informatica, all’intrattenimento ai media. Solo la societa’ madre vale oltre 400 miliardi di dollari.

“L’obiettivo e’ diventare uno zoo con piu’ animali piuttosto che una fattoria con un solo animale”, una delle sue frasi piu’ celebri. Amazon e’ ancora lontana, certo, ma i margini di crescita sembrano ancora enormi. E, come Jeff Bezos, anche Ma non disdegna di allargare le sue attivita’ verso nuove frontiere, dall’editoria (e’ il proprietario del South China Morning Post, quotidiano di Hong Kong in lingua inglese) al settore dei satelliti.