Alberto Forchielli: “Imprenditori cinesi tutti criminali, la Cina li copre”

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 dicembre 2013 11:38 | Ultimo aggiornamento: 3 dicembre 2013 18:06
Alberto Forchielli: "Imprenditori cinesi tutti criminali, la Cina li copre"

Prato, nell’incendio della fabbrica-dormitorio sono morti 7 operai cinesi

ROMA – “Gli imprenditori cinesi sono tutti criminali. E la Cina li copre”. Alberto Forchielli, manager di Mandarin Capital Partners, da anni in affari con Pechino, ne è sicuro. Intervistato da Federico Fubini per il quotidiano la Repubblica, Forchielli formula accuse precise contro il governo cinese che “sa e collude” e l’ambasciata di Pechino a Roma che “tollera e copre abusi”.

Per Forchielli tra i colossi industriali di Pechino e l’incendio del laboratorio a Prato, vi sarebbero numerosi punti oscuri:

“Nel grande come nel piccolo l’imprenditore cinese pubblico o privato ha una mente fondamentalmente criminale, perché cresce in un ambiente privo di etica, fatto di rapporti, evasione, infrazioni. Se le leggi ci sono, non vengono applicate. L’imprenditore cinese non si muove in uno stato di diritto, fa tutto ciò che può. È un soggetto criminale”.

Dalle Olimpiadi di Pechino e la crisi di Wall Street, spiega, l’arroganza cinese è dilagata esponenzialmente

5 x 1000

“Non osservano le regole in patria e ormai ritengono di essere così potenti da poterle ignorare anche fuori. Applicano l’illegalità alla cinese anche in Italia. Conoscere e applicare la nostra legge a loro non interessa, né conviene”.

Quanto alla strage di Prato,

“Per un cinese che fa impresa la vita umana non ha valore, dunque non merita spendere soldi per un idrante. Ma gli abusi sono ovunque. La cinese Suntech, un tempo la più grande azienda al mondo nei pannelli solari, ora fallita, ha lasciato un disastro in Puglia. Eppure quello era un progetto firmato dai primi ministri, all’epoca Silvio Berlusconi e Wen Jiabao. Un’altra impresa cinese di Stato, quotata, che aveva firmato un accordo con un’impresa italiana, le ha poi copiato tutti i prodotti. Quando ho protestato con il governo a Pechino, mi hanno detto che non avevo prove sufficienti. Invece avevo tutto con me”.

E aggiunge

Lo stesso ambasciatore cinese in Italia è intervenuto per impedire i controlli della Guardia di Finanza sulle tessiture di Prato. Ha insultato le nostre forze dell’ordine. Vogliono esportare qui i loro metodi, gli infor-tuni sul lavoro, l’evasione, l’inquinamento.

La soluzione, per Forchielli, è di fare squadra con l’Europa per applicare regole più rigide

“Dobbiamo essere molto più rigidi sulle regole. E creare in Europa, nell’ambito dell’accordo bilaterale Ue-Cina che si sta negoziando, un comitato interministeriale che vagli ogni investimento cinese e straniero di rilevanza economica o tecnologica, sul modello del Cfius americano”