Alcoa, Mise: “Altre 2 aziende interessate”. C’è anche un gruppo cinese

Pubblicato il 20 settembre 2012 21:28 | Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2012 22:23
Manifestazione Alcoa a Roma

(Foto Lapresse)

PORTOVESME (CARBONIA IGLESIAS) – Due nuove aziende sono interessate all’Alcoa di Portovesme. Lo ha annunciato il sottosegretario dello sviluppo economico Claudio De Vincenti, spiegando che la situazione è ancora ”molto difficile” ma ci sono i presupposti per una soluzione. Il governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci, conferma e aggiunge che i due gruppi interessati all’acquisto sono un’azienda torinese, con molta probabilità la KiteGen, e una grossa società cinese, forse un fondo.

”Siamo ancora a una fase preliminare e di riservatezza” e quindi non si conosce il nome dell’azienda cinese, spiega il governatore. Alcuni parlano di un fondo. Quanto alla realtà torinese, Cappellacci ha detto che offre una nuova tecnologia per l’energia, ”una cosa molto nuova che credo vada ancora testata e non sia disponibile nell’immediato”. La società torinese è con molta probabilità la KiteGen, specializzata nello sviluppo di impianti eolici ad alta quota, che nei giorni scorsi ha già avuto un faccia a faccia con la Regione Sardegna.

“La situazione in sé è difficile, molto difficile, ma i presupposti per una soluzione ci sono, bisogna lavorarci su”, ha rassicurato De Vincenti, precisando che per tutti gli interessati valgono le condizioni per il prezzo dell’energia e le infrastrutture chiarite al tavolo con Glencore. In particolare sul fronte energetico, De Vincenti, ha parlato di sconti ”assolutamente in linea con la normativa europea” vicini ai 40 euro a megawatt ora. I sindacati si augurano che, al di là delle manifestazioni di interesse, si arrivi ad una proposta seria e concreta che arrivi fino in fondo. La Fiom-Cgil è tornata a chiedere che ”Governo e Regione intervengano su Alcoa e chiedano che si fermi il processo di spegnimento dell’impianto di Portovesme”.

Per quanto riguarda lo spegnimento degli impianti, De Vincenti ha spiegato che si sta facendo pressione sull’azienda perche’ mantenga gli impegni e ha detto che Alcoa sta procedendo ”secondo gli accordi”. ”L’azienda si impegnata a tenere in efficienza l’impianto per tutto il 2013”, ha detto, con ”almeno 50 celle in condizione di essere riavviato da un giorno all’altro”.

Nello stabilimento sardo intanto resta una certa agitazione tra i lavoratori. E’ stata accolta con sorpresa la decisione dell’azienda di chiamare un’impresa esterna per la costruzione di un capannone per lo smaltimento. L’Rsu ha deciso per domani il blocco della portineria e chiederà un incontro al prefetto.

Intanto sindaci, amministratori, lavoratori e sindacati, riuniti giovedì pomeriggio a Portovesme hanno lanciato un appello al Governo perché con il premier e i ministri vengano in Sardegna, nel Sulcis Iglesiente, a toccare con mano ”la drammatica situazione occupazionale e industriale di un intero territorio”, poi tutti a Roma per una ”grande manifestazione di popolo”.

Le conclusioni di una nuova giornata di mobilitazione sono state tratte dal presidente della Provincia, Salvatore Cherchi. ”L’idea – ha spiegato – è quella di una manifestazione di popolo da tenersi a Roma, dopo la convocazione di tutti i Consigli comunali aperti. Il Piano Sulcis è il nostro faro – ha aggiunto – e i tre elementi fondanti sono industria, polo tecnologico e sviluppo”. Nel corso dell’incontro è intervenuto anche l’assessore regionale dell’Industria Alessandra Zedda che ha ricordato l’impegno profuso dalla Regione per le vertenze in corso. ”Stiamo lavorando senza sosta – ha sottolineato – qui non ci sono vertenze di serie A o di serie B e noi ci stiamo mettendo tutto il nostro impegno”.

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