Tsipras, ultimo bluff prima di rovesciare tavolo: Non c’è margine, voi criminali

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Giugno 2015 16:11 | Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2015 19:05
Tsipras, ultimo bluff prima di rovesciare tavolo: Non c'è margine, voi criminali

Alexis Tsipras con Angela Merkel (foto Ansa)

ROMA – Il governo greco è all’ultimo bluff, quello che il giocatore tenta quando non ha più una “posta”di riserva, una dote di denaro da giocare qualora perdesse quello che c’è sul piatto. Il primo ministro Alexis Tsipras ha sentito il bisogno e l’urgenza di dare del “criminale” all’azione del Fmi, uno dei creditori della Grecia cui Atene deve entro giugno circa 1,5 miliardi di euro. Il ministro dell’economia, Janis Varoufakis, ha sentito la necessità e l’opportunità di definire “disumane” le proposte dell’Unione Europea. E ha fatto la mossa che si fa quando si dichiara chiusa la trattativa per manifesta malvagità della contro parte. Ha detto Varoufakis: “Non c’è margine per altre concessioni da parte nostra”.

Dunque “non c’è margine” e “voi criminali”, questo dicono ai creditori, alla Merkel, a Hollande, a Renzi, all’Europa, ai mercati, al Fmi il numero uno e il numero due del governo greco in una simultaneità che non è casuale. E’ la loro strategia concordata: il bluff azzardato oltre misura fidando che nessuno degli altri abbia stomaco e cuore per andare a “vedere”. Se è strategia dei giochi, è la più banale. E anche la più scoperta, non ci voleva Varoufakis, bastava una assidua di poker tra signore. Il bluff è scoperto perché dopo aver dichiarato “criminali” e “disumani”, dopo aver detto che non ci sono più “margini”, i due del governo greco proclamano: “la trattativa comincia ora”.

No, non sono talmente sotto tensione da straparlare. Sono purtroppo convinti di essere in una situazione win-win, cioè comunque vada vinci. Sono convinti di vincere se i creditori molleranno. Non solo molleranno il recupero dei crediti verso la Grecia nei modi e tempi pattuiti. A questo i creditori, ormai praticamente solo governi e contribuenti europei, sono pronti e rassegnati. Non fosse altro che in nome del principio di realtà che dice: la Grecia a pagare tutto e in tempo, a rispettare i patti non ce la farà. No, il governo greco è convinto di vincere se i creditori molleranno anche sul punto del presente e futuro oltre che sul passato. Insomma il bluff di Tsipras getta sul piatto il diritto della Grecia di continuare a produrre debito e l’obbligo dell’Europa di continuare a finanziarlo. E’ questo su cui non ci si mette d’accordo. Non la sanatoria dei debiti ma la liberatoria per farne altri.

Sono convinti Tsipras e il suo governo di vincere anche se l’Europa non ci sta. Diranno della crudeltà altrui, mobiliteranno l’orgoglio etnico nazionalistico, condurranno la Grecia in rovina sì ma con bandiere e fanfare. Anche questa la considerano una forma di possibile vittoria. Perciò bluffano, alzano la posta, sfidano: davvero ve la sentite di rimetterci anche voi qualche decina di miliardi non mollando? Con una mano tengono le carte del bluff, con l’altra sono già sotto il ripiano del tavolo pronto a rovesciarlo. C’ è un solo fondamentale difetto nella loro strategia: gli altri giocatori si stanno facendo i conti e un po’ parecchio si sono anche stufati di perdere un po’ ad ogni giro di carte. Sta salendo in Europa una gran voglia di chiedere, pagare il conto e smettere questa partita. Lasciando il governo greco con le sue carte in mano, scartine. Lasciandolo là dove dice il suo popolo voglia andare: a Tsipras e Varoufakis Juncker ha risposto “il governo greco mente”.