Alitalia, indagine Ue sul prestito ponte da 900 mln concesso dal Governo: “Aiuto di Stato”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 aprile 2018 12:40 | Ultimo aggiornamento: 23 aprile 2018 12:40
Alitalia, indagine Ue sul prestito ponte da 900 mln concesso dal Governo: "Aiuto di Stato"

Alitalia, indagine Ue sul prestito ponte da 900 mln concesso dal Governo: “Aiuto di Stato”

ROMA – La Commissione Ue ha aperto un’indagine approfondita per valutare se il prestito ponte di 900 milioni di euro che l’Italia ha concesso ad Alitalia costituisca un aiuto di Stato. Bruxelles “al momento è del parere che il prestito statale costituisca un aiuto di Stato”, si legge in una nota. Teme che “la durata del prestito, che va da maggio 2017 fino almeno a dicembre 2018, superi la durata massima di sei mesi prevista dagli orientamenti per i prestiti di salvataggio”, e che l’aiuto non si limiti al minimo.

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“È compito della Commissione garantire che i prestiti che gli Stati membri concedono alle imprese siano conformi alle norme dell’Ue in materia di aiuti di Stato. Verificheremo se il prestito concesso ad Alitalia è conforme a tali norme”, scrive nella nota Margrethe Vestager, commissaria responsabile per la concorrenza. L’Italia ha notificato il prestito da 900 milioni di euro a Bruxelles a gennaio 2018, come aiuto per il salvataggio in base alle norme Ue in materia di aiuti di Stato.

“Tale notifica – chiarisce Bruxelles – ha fatto seguito ad una serie di denunce che la Commissione ha ricevuto nel 2017, nelle quali si sosteneva che il prestito costituiva un aiuto di Stato incompatibile con le vigenti norme Ue”. Al momento, la Commissione è del parere che il prestito statale costituisca un aiuto di Stato. E “si appresta quindi a svolgere ulteriori accertamenti per verificare se il prestito soddisfi le condizioni previste dagli orientamenti”.

La Commissione teme che la durata del prestito, che va da maggio 2017 fino almeno a dicembre 2018, superi la durata massima di sei mesi prevista dagli orientamenti per i prestiti di salvataggio. “La Commissione nutre inoltre timori sul fatto che l’aiuto non si limiti al minimo necessario”. Bruxelles procederà ora ad un’ulteriore indagine per determinare se i suoi timori iniziali sono fondati. L’apertura di un’indagine approfondita, spiega la Commissione, “offre a tutte le parti interessate la possibilità di esprimere la propria opinione in merito alla misura, senza pregiudicare in alcun modo l’esito dell’indagine stessa”.