Alitalia chiede altri sei mesi di cassa integrazione per mille dipendenti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 febbraio 2019 14:36 | Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2019 14:36
Alitalia chiede altri sei mesi di cassa integrazione per mille dipendenti

Alitalia chiede altri sei mesi di cassa integrazione per mille dipendenti

ROMA – Alitalia chiede altri sei mesi di cassa integrazione straordinaria per complessivi 1.010 dipendenti. Lo si legge nella richiesta inviata dai commissari straordinari ai sindacati e alle associazioni professionali. L’attuale cigs scade il 23 marzo e i commissari chiedono di prorogarla dal 24 marzo al 23 settembre. I dipendenti coinvolti sono 90 comandanti, 70 del personale di cabina e 850 di terra, con una riduzione del totale dei dipendenti coinvolti rispetto all’attuale cigs.

Piloti pronti alla mobilitazione. La Federazione Nazionale Trasporto Aereo (Fnta), che riunisce piloti e assistenti di volo di Anpac, Anpav e Anp, “ritiene che le dichiarazioni del Ministro dell’economia Giovanni Tria sulla necessità di valutare il piano industriale della nuova Alitalia prima di stanziare eventuali risorse a sostegno dello stesso non solo risultano preoccupanti ma segnano un oggettivo passo indietro per il positivo rilancio del vettore” e si preparano alla “mobilitazione in assenza di un rapido e definitivo chiarimento del Governo”.

“I ripetuti riferimenti alla necessità di trovare una ‘soluzione di mercato’ sono chiaramente in contraddizione con le dichiarazioni di sostegno più volte espresse dal Ministro Luigi Di Maio. È evidente che mettere in discussione parte del capitale di partenza, soprattutto considerando che il vettore al momento è in amministrazione controllata – si legge nella nota della Fnta -, potrebbe essere motivazione di estrema cautela da parte di partner stranieri quali Delta e EasyJet”.

“Parlare di ‘piano industriale’ senza perdite lascia intendere la necessità di dover contenere gli investimenti, al di sotto della dotazione minima ritenuta necessaria per il corretto posizionamento della compagnia sul mercato di riferimento. Ad un mese dal termine previsto per la finalizzazione del piano industriale, siamo ancora in attesa dell’avvio del confronto istituzionale sul riassetto del settore del Trasporto Aereo e dei lavori riguardanti il Contratto Collettivo Nazionale applicabile ai Vettori stabilmente basati in Italia”, proseguono Anpac, Anpav e Anp, che quindi “chiedono che il ministro Di Maio, regista dell’operazione, chiarisca formalmente la posizione del Governo su Alitalia: le rassicurazioni verbali iniziano ad essere insufficienti a garanzia del futuro delle numerose professionalità che lavorano per la compagnia aerea, delle loro famiglie e dell’indotto”.