Alle banche costerà di più depositare alla Bce (-0,30%)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Dicembre 2015 14:36 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2015 14:36
Alle banche costerà di più depositare alla Bce (-0,30%)

Alle banche costerà di più depositare alla Bce (-0,30%)

ROMA – Mentre si attende la conferenza stampa del presidente Mario Draghi, la Bce ha lasciato invariati il tasso principale di rifinanziamento (0,05%) e quello marginale sui prestiti, ma contemporaneamente ha tagliato ancora il tasso sui depositi, dallo 0,20 allo 0,30%.

L’ultimo taglio tende a disincentivare le banche dal parcheggiare la liquidità presso la banca centrale, anche a costo di rimetterci, piuttosto che utilizzare le risorse per concedere prestiti a imprese e famiglie. Un modo per consolidare i bilanci, ma anche un freno a un’economia che stenta a decollare.

L’attesa, dicevamo, è concentrata però sulle intenzioni prossime della Bce su quantitative easing e cioè su ammontare e durata degli acquisti di titoli di stato. Il problema è rappresentato dalle proiezioni sull’inflazione, non incoraggianti, specie con il deprezzamento dell’euro sul dollaro. Analisti e mercato scommettono su una estensione del quantitative easing al 2017, e non a settembre 2016 come è stato finora programmato, così come un aumento del ritmo mensile degli acquisti dagli attuali 60 miliardi di euro.

L’obiettivo resta quello di avere un livello di inflazione vicino al 2% e non oltre: l’indice dei prezzi al consumo della zona euro di novembre è salito a livello preliminare dello 0,1% tendenziale, come in ottobre, a fronte di attese per +0,2%. Il rischio deflazione, con l’indice dei prezzi prossimi allo zero invece che al 2%, è ancora concreto: significa che il QE non funziona o che va intensificato? Lo spiegherà Mario Draghi.