Amazon sotto accusa: “Fa affari vendendo materiale razzista”

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 luglio 2018 6:20 | Ultimo aggiornamento: 7 luglio 2018 0:09
Amazon sotto accusa: "Fa affari vendendo materiale razzista"

Amazon sotto accusa: “Fa affari vendendo materiale razzista” (Foto Ansa)

NEW YORK – Amazon sotto accusa. E questa volta non per i turni dei lavoratori. Il gigante dell’e-commerce è stato duramente criticato da alcune ong perché reo di vendere online oggettistica, suppellettili, letteratura e musica ai razzisti di tutto il mondo. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]  I suprematisti bianchi, infatti, hanno la possibilità di comprare online tutto il necessario: dai ciondoli con svastiche alle bandiere confederate americane, Amazon provvede svariati oggetti con simboli neo-nazisti.

Potrebbe trattarsi di libertà di commercio, se non fosse che l’azienda ha una regolamentazione chiara che proibisce di vendere prodotti che “promuovono o glorificano odio, violenza, intolleranza razziale, sessuale o religiosa”.

A puntare il dito contro il gigante di Seattle, spiega il Los Angeles Times, sono due nonprofit, ovvero l’Action Center on Race & the Economy e la Partnership for Working Families. Gli istituti, che hanno compilato un dettagliato rapporto sulla questione, non usano mezzi termini: “E’ chiaro che Amazon guadagni denaro sostenendo queste organizzazioni e permettendo loro di diffondere questo tipo di messaggi in un momento in cui suprematismo e violenza stanno aumentando”.

Amazon, intanto, risponde che è già in corso la rimozione di alcune terze parti identificate come neo-naziste. A preoccupare le no profit è anche la vendita di libri che contengono pericolosissimi messaggi di odio. E’ il caso dei testi di George Lincoln Rockwell, fondatore dell’American Nazi Party, il partito nazista americano. Tra essi c’è anche una raccolta di racconti per bambini che ha addirittura ricevuto cinque stelle dagli utenti.

Polemica anche per la possibilità che razzisti, nazisti e suprematisti hanno di auto-pubblicare i loro scritti o di usufruire di servizi come Kindle per diffondere la cultura dell’odio. Stessi conflitti anche nel settore musicale: sono 48 gli album a contenuto razzista in vendita. L’auspicio delle nonprofit è che Amazon sviluppi una regolamentazione più rigida e si rivolga ad esperti in grado di riconoscere e individuare messaggi e movimenti dei suprematisti, al fine di rimuovere tutto il materiale già presente ed evitare che se ne infiltri altro.