Amazon, lo sciopero del Black Friday raddoppia: fermi anche i precari

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 novembre 2017 11:15 | Ultimo aggiornamento: 24 novembre 2017 11:15
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Amazon, lo sciopero del Black Friday raddoppia: fermi anche i precari

PIACENZA – E’ un venerdì davvero nero questo Black Friday per Amazon. Lo sciopero indetto dai lavoratori dello stabilimento di Castel San Giovanni (Piacenza) raddoppia: si fermano non solo i dipendenti con contratto regolare, ma anche i lavoratori occasionali, quelli assunti proprio per questo periodo di iper-lavoro pre-natalizio per il colosso dell’e-commerce.

Felsa-Cisl, Nidil-Cgil e Uiltemp-Uil, riferisce Ettore Livini su Repubblica, hanno proclamato l’agitazione anche per i lavoratori in somministrazione, i cosiddetti “green badge” che sotto Natale arrivano a 3mila solo nello stabilimento di Piacenza, più altre migliaia nelle sedi recentemente aperte in Italia. Anche loro si fermano dal turno mattutino di venerdì fino al primo del sabato.

I sindacati piacentini hanno trascorso il loro giorno del ringraziamento (che in America è, da tradizione, la vigilia del Black Friday) a gestire l’enorme e inattesa attenzione mediatica sul loro sciopero, e a cercare di convincere il maggior numero dei dipendenti ad aderire allo sciopero. Per chiedere ad Amazon di condividere con loro almeno una piccola parte degli enormi utili che fa.

I funzionari di Cgil, Cisl e Uil ammettono una certa difficoltà: Amazon non è un posto di lavoro dalla forte tradizione sindacale. I lavoratori hanno una media d’età molto bassa e fanno parte di una generazione che ha molta più dimestichezza col lavoro interinale che con le tessere del sindacato. E quella dei lavoratori temporanei, assunti per brevi periodi dalle agenzie interinali e poi ‘somministrati’ ad Amazon per far fronte ai picchi di lavoro, è l’altra faccia della questione. “Noi ci battiamo anche per questi ragazzi – confida Fiorenzo Molinari della Filcams-Cgil – ma non ci aspettiamo il loro supporto”.

Per un lavoratore interinale aderire a uno sciopero equivale al rischio di non essere più chiamato. E’ anche per questo che Amazon Italia confida di rispettare “le promesse che facciamo ai nostri clienti”. L’anno scorso, in occasione del Black Friday, a Piacenza vennero evasi un milione e 200 mila ordini.

“Dal punto di vista sindacale – dice Molinari – qua siamo all’anno zero, visto che fino a poco tempo fa questa azienda non esisteva nemmeno. Speriamo di convincere almeno il 50% dei dipendenti a scioperare. Lunedì incontreremo i vertici di Amazon Italia”.

Nel polo logistico piacentino, uno dei più grandi d’Europa, negli ultimi anni non sono mancati scontri durissimi, blocchi e picchetti. Un anno fa un operaio è morto dopo essere stato investito da un camion che stava cercando di non far partire.

I lavoratori non chiedono solo uno stipendio più alto del minimo contrattuale che applica Amazon, ma anche condizioni di lavoro migliori. “Non ci sono situazioni eclatanti – racconta Molinari – ma è un lavoro che dal punto di vista psicofisico è molto usurante: sembra di essere nella fabbrica di cioccolato di Willy Wonka”. Un po’ ‘Umpa-Lumpa’, come i personaggi della fabbrica di cioccolato nati dalla fantasia di Roald Dahl, un po’ maratoneti: ogni giorno, per movimentare i pacchi, i lavoratori di Castel San Giovanni percorrono fra i 17 e i 20 chilometri.