Ambulanti, Parlamento si arrende. Bolkestein? L’anno del mai…

di Lucio Fero
Pubblicato il 20 dicembre 2017 9:11 | Ultimo aggiornamento: 20 dicembre 2017 9:11
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Gli ambulanti che protestano contro la direttiva Bolkestein (foto Ansa)

ROMA – Ambulanti hanno vinto. Hanno vinto, l’hanno avuta vinta ancora una volta. Il Parlamento ancora una volta si è arreso. Gli ambulanti hanno ottenuto l’ennesimo rinvio. Formalmente rinvio al 2020. Sostanzialmente un rinvio all’anno del mai, il giorno del poi.

Rinvio di cosa? Da anni in Italia si aggira un fantasma. Che più di un fantasma non è perché viene evocato, portato in giro per spaventare, se ne narra la crudeltà efferata…Ma nessuno lo ha visto in carne e ossa. Anzi, nessuno lo ha visto proprio. Si tratta della mostruosa e tremenda direttiva Bolkestein. Mostruosa e tremenda nei racconti, mostruosa e tremenda nel cuore, nella testa e nella tasca degli ambulanti. Ma mostruosa e tremenda per nulla nella realtà.

Dice la direttiva Bolkestein che chi ha una concessione per il commercio ambulante non è che la possa avere a vita come fosse un feudo dato una volta per tutte dal sovrano alla famiglia cui lo regala. Dice la direttiva Bolkestein che ogni tanto le concessioni devono essere aperte alla concorrenza, all’ingresso magari di altri che vogliono provare a fare lo stesso mestiere, che le concessioni devono avere una durata temporale…

Per usi e costumi e cultura del mercato e dell’economia italiani (non solo degli ambulanti) puro veleno, roba da Frankenstein. E infatti la propaganda degli ambulanti, martellante, trasforma l’assonante desinenza Bolkenstein-Frankenstein in immagine che intimidisce mica poco la classe cosiddetta dirigente e il ceto cosiddetto politico.

Gli ambulanti vanno in piazza, bloccano città, organizzano presidi delle strade, controllano e distribuiscono voti, sanno fare lobby e piazza appunto. Basta e avanza per i politici di tutte le specie italiane. Da destra a sinistra, da M5s alla Lega un solo grido e parola d’ordine: che vogliamo davvero metterci contro, accendere questa gigantesca grana?

Quindi una bella proroga. E’ quello che ci vuole. Le concessioni del commercio ambulante da aprire alla concorrenza? Non possono dire che non si farà mai ma il Parlamento e le forze politiche tutte o quasi sono all’altezza della bisogna. Possono non farlo mai. Basta prorogare. Gli ambulanti capiranno, capiscono. A buon lobbysta poche parole. Anzi una data, 2020. E il lobbysta capisce: l’anno del mai, il giorno del poi.