Andrew Lloyd Webber contro la tassa sui super-ricchi

Pubblicato il 28 aprile 2009 14:27 | Ultimo aggiornamento: 28 aprile 2009 14:27

«L’ultima cosa di cui questo Paese ha bisogno è un attacco pirata ai produttori di ricchezza che ancora osano navigare le nostre acque agitate». Andrew Lloyd Webber, il celebre compositore inglese, autore di musical dal successo planetario come Cats, Jesus Christ Superstar, Evita e Il Fantasma dell’Opera, si schiera contro la proposta del governo britannico di introdurre una nuova aliquota del 50 per cento (in realtà, altre fonti – dal Guardian all’italiano Sole 24 Ore – parlano del 45 per cento ndr) per i redditi più alti. Cioè per chi guadagnerebbe oltre 150 mila sterline lorde annue.

 Webber, spiega come – a suo avviso – la misura economica che dovrebbe portare nelle casse del tesoro inglese 2-3 miliardi in più all’anno, rischierebbe di causare una fuga dei cervelli più brillanti del Paese. Calcolatrice alla mano, Webber stima la reale portata del provvedimento che pare abbia entusiasmato il Paese della regina: per un lavoratore autonomo (che per ragioni legali sia costretto ad assumersi da solo attraverso la propria società, come nel caso di un suo collaboratore che cita ad esempio) i contributi versati sarebbero in realtà molto più onerosi, perchè alla nuova aliquota andrebbero a sommarsi quella dell1,5 per cento (pagata dai lavoratori) e quella del 13,3 per cento (pagata dai datori di lavoro) per la previdenza sociale.

Il risultato, secondo Webber, spingerebbe gli imprenditori più brillanti (non solo nel settore dello spettacolo) ad emigrare, poiché «tra due anni, la Gran Bretagna avrà la più alta aliquota d’imposta sul reddito da lavoro di tutti i Paesi sviluppati». Una fuga controproducente, che farebbe perdere al Paese non solo i suoi più grandi talenti, ma anche le loro tasse (quell’aliquota del 40 per cento fino ad oggi in vigore). Ma che, soprattutto, rischierebbe di rendere la ripresa ancor più difficile perchè non più trainata da quelle eccellenze imprenditoriali («da non confondere con i banchieri superpagati») che hanno da sempre costituito la punta di diamante dell’isola.

Sara Grattoggi

(Scuola Superiore di Giornalismo Luiss)