Telecom, Ansati: “Il cda indaghi sugli immobili e sulla cimice nell’auto di Enrico Bondi”

Pubblicato il 27 Novembre 2010 12:26 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2010 17:51

L’Asati, l’associazione che riunisce i piccoli azionisti di Telecom, chiede che il rapporto commissionato da Telecom a Deloitte per fare luce su vicende che hanno interessato il gruppo telefonico sotto la precedente gestione (dossier illegali, vicenda Sparkle e sim false), affronti anche il tema della cessione degli immobili, alcuni dei quali finiti nell’orbita dell’ex azionista di riferimento Pirelli, e quello della falsa microspia collocata nel 2001 sull’auto dell’ex amministratore delegato, Enrico Bondi.

In relazione al rapporto Deloitte, si legge nella nota ”sarebbe interessante comprendere se vi sara’ un capitolo sulla vendita degli immobili (incluso il progetto Magnum), alcuni finiti a fondi partecipati dal gruppo Pirelli, e un commento complessivo del collegamento tra gli spionaggi preventivi precedenti il take over su Telecom Italia da parte del gruppo Pirelli, le attivita’ illecite culminate con la messinscena della microspia su di un’auto a noleggio (quella di Bondi, primo amministratore delegato della gestione Pirelli, ndr) e lo spionaggio e i dossieraggi illeciti avvenuti fino al 2005”.

L’Asati, rifacendosi a testimonianze e documenti processuali, afferma come Bondi, nei primi giorni dell’arrivo in Telecom nell’agosto del 2001, si sia servito di due auto aziendali che pero’ chiese di sostituire con un’Audi A4, presa a noleggio e dunque estranea al parco macchine di Telecom. Su quest’auto, afferma l’Asati, ”fu richiesta sempre da Bondi una bonifica attraverso la Security Pirelli che si incarico’ di condurre l’auto da Roma addirittura a Firenze” dove la microspia venne rinvenuta. ”Ormai – afferma l’associazione – e’ acclarato che la Security Pirelli (guidata da Giuliano Tavaroli, ndr) ottenne il coordinamento sulle attivita’ della Security Telecom gia’ dall’agosto 2001, e i rispettivi vertici lo sapevano e ne avevano autorizzato l’operativita”’. Per l’Asati pero’ ”Pirelli non aveva nessun titolo per intervenire essendo in pieno e totale conflitto di interessi, anche perche’ non era ancora intervenuta l’autorizzazione dell’Antitrust europeo all’acquisizione della Telecom Italia”.

Da quella vicenda, afferma l’Asati, ”Telecom fu enormemente danneggiata” e per questo l’Associazione chiede al Cda di ”ricostruire quanto accaduto nell’era Pirelli/Tavaroli” anche prima del 2003 a meno che non si voglia rinunciare a spiegare come ”siano potute accadere tante gravissime illegalita’ per anni”, anche in presenza di segnali ”palesemente ignorati da coloro che avevano la responsabilita’ del controllo”. Sulla vicenda della microspia la procura di Milano ha aperto, nell’ambito della vicenda dei dossier illegali, un nuovo filone d’inchiesta che vede indagati per estorsione Giuliano Tavaroli, ex capo della security Telecom-Pirelli, e l’investigatore privato Emanuele Cipriani. La falsa microspia costo’ infatti il posto all’allora segretario generale del consiglio Telecom, Vittorio Nola, e al capo della security dell’azienda telefonica, Piero Gallina, che si dimisero dopo il suo rinvenimento. Lo scorso 12 novembre la Procura di Milano ha sentito come testimone Enrico Bondi.