Antitrust indaga su 13 fornitori di energia. L’accusa: poca trasparenza nelle offerte commerciali

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Ottobre 2020 8:30 | Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2020 9:18
Antitrust indaga su 13 fornitori di energia elettrica. L'accusa: poca trasparenza nelle offerte commerciali

Antitrust indaga su 13 fornitori di energia. L’accusa: poca trasparenza nelle offerte commerciali (foto d’archivio Ansa)

L’Antitrust sta indagando 13 società che erogano energia, accusandole di poca trasparenza nelle offerte commerciali.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha avviato 13 procedimenti istruttori nei confronti di alcune società, tra cui Optima, Green Network, Illumia, Wekiwi, Sentra, Olimpia-Gruppo Sinergy, Gasway, Dolomiti Energia, E.On, Axpo, Audax, Argos.

L’Antitrust e la mancanza di trasparenza nelle offerte commerciali di energia

I procedimenti riguardano la (presunta) mancanza di trasparenza nell’indicazione delle condizioni economiche di fornitura di energia elettrica e gas sul mercato libero. I rilievi formulati dall’Autorità si riferiscono sia alla documentazione contrattuale sia alla comunicazione promozionale. 

Secondo l’Antitrust, l analisi delle principali offerte commerciali sul mercato libero proposte dalle società ha rivelato l’esistenza di diversi profili critici. In particolare riguardo le informazioni rese in ordine alle voci che concorrono alla formazione del prezzo complessivo dell’energia elettrica e del gas.

Questo comprende gli oneri che, una volta riportati in bolletta, l’Antitrust sospetta che vengano posti a carico dei consumatori.

I dubbi sulle informazioni agli utenti

In particolare risulta che, prima della sottoscrizione del contratto, gli utenti non siano adeguatamente informati dell’esistenza di alcune voci di costo aggiuntive al prezzo della componente energia. Con la conseguenza che, solo al momento della ricezione delle bollette, essi si rendono conto degli effettivi costi delle forniture di energia elettrica e gas applicati da queste imprese. Prezzi che, rileva l’Antitrust, possono risultare superiori alle attese.

In molti casi, insinua l’Antitrust, gli oneri di commercializzazione non sono indicati nel loro esatto ammontare. Oppure alcuni oneri previsti dal contratto non trovano fondamento in una corrispondente attività. Talvolta invece altre voci di costo risultano impropriamente addebitate agli utenti in caso di recesso anticipato, a titolo di penale o sotto forma di storno dei bonus concessi per incentivare l’adesione alle offerte commerciali.

Con l’avvio di questi procedimenti, l’Autorità intende accertare l’esistenza di condotte relative alle offerte di fornitura dell’energia elettrica e del gas sul mercato libero che contrastino con le norme del Codice del Consumo. Nei casi in cui le condizioni economiche prospettate nella documentazione contrattuale o promozionale da parte dei vari operatori del settore risultino ingannevoli, inadeguate o omissive.

L’indagine attiene anche alle presunte condotte aggressive poste in essere da alcuni di detti operatori. Laddove prevedono l’applicazione di penali in caso di recesso o applichino costi per servizi non resi. Onde sanzionare i comportamenti pregiudizievoli per i clienti domestici e non domestici di piccole dimensioni e così dissuaderne la futura reiterazione. Tali comportamenti, spiega l’Antitrust, potrebbero integrare, del resto, anche una condotta non diligente, in violazione dell’art. 20 del Codice del Consumo. (Fonte: Agcm)