Antonio Merloni: giudici danno ragione alle banche, a rischio 700 posti di lavoro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Maggio 2014 13:10 | Ultimo aggiornamento: 2 Maggio 2014 13:11
Antonio Merloni: giudici danno ragione alle banche, a rischio 700 posti di lavoro

Una manifestazione dei cassintegrati della ex Antonio Merloni davanti al ministero dello Sviluppo Economico (LaPresse)

ANCONA – I giudici della Corte d’Appello di Ancona hanno annullato la vendita di parte della ex Antonio Merloni alla Jp Industries di Giovanni Porcarelli, e adesso 700 dipendenti Merloni in cassa integrazione rischiano di non avere più né cassa né lavoro: dovevano essere ricollocati nella Jp Industries.

La sentenza della Corte d’Appello accoglie il ricorso delle banche creditrici della Antonio Merloni, in amministrazione straordinaria da oltre due anni. Secondo gli avvocati di Unicredit, Monte dei Paschi di Siena, Banca Cr Firenze, Banca Marche, Carifac di Fabriano, Banca Dell’Adriatico e Banca Popolare di Ancona che hanno 170 milioni di crediti con la Antonio Merloni, è troppo basso il prezzo con cui l’azienda è stata venduta alla Jp industries di Porcarelli: 12,2 milioni di euro invece dei 54 che secondo le banche era il valore reale della Merloni.

Il tribunale di Ancona ha deciso che quella vendita “è avvenuta sulla base di una perizia viziata” che ha sopravvalutato il calcolo della redditività negativa, che ha portato i tre commissari straordinari a cedere “in modo arbitrario” la Merloni a un quinto del suo prezzo reale.

In ballo, oltre ai 700 lavoratori che dovevano essere riassunti da Porcarelli, ci sono altri 1.300 in cassa integrazione. E se il proprietario della Jp Industries dice di voler “andare avanti con il suo progetto industriale”, sindacati e presidenti delle Regioni Marche e Umbria chiedono un tavolo con il ministero dello Sviluppo Economico guidato da Federica Guidi per riaprire la vertenza senza aspettare il verdetto definitivo della Corte di Cassazione.