Ape volontaria, in pensione a 63 anni con 20 anni di contributi. Ecco come fare

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 aprile 2018 16:52 | Ultimo aggiornamento: 12 aprile 2018 16:52
Ape volontaria, in pensione a 63 anni con 20 anni di contributi. Ecco come fare

Ape volontaria, in pensione a 63 anni con 20 anni di contributi. Ecco come fare

ROMA – In pensione a 63 anni con 20 anni di contributi. Si può fare domanda da oggi, giovedì 11 aprile, sul sito dell’Inps.

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Si chiama Ape volontaria ed è un prestito ponte fino alla pensione: in pratica si anticipa una quota della pensione futura, restituendo il prestito sulle rate di pensione in 20 anni.

Per ottenere il prestito finanziario a garanzia pensionistica bisognerà avere maturato almeno 20 anni di contributi in una sola gestione, cioè in un unico ente. Lo spiega l’Inps precisando che mentre è possibile cumulare anni di contributi versati nelle gestioni dei lavoratori dipendenti e in quelle degli autonomi non sarà possibile sommare anni versati in queste gestioni con quella dei dipendenti pubblici e con quella “separata”.

Di fatto quindi non sarà possibile chiedere l’Ape volontaria nel caso si abbiano 18 anni di contributi nel settore privato e 18 anni nel settore pubblico.

Insieme allo sblocco dell’iter oggi è arrivata l’adesione formale di Banca Intesa che di fatto dà il via libera alla presentazione delle domande per il prestito. L’Inps ha accolto quasi 7 mila domande di certificazione e tra queste circa 5 mila possono aver accesso agli arretrati (ma devono presentare richiesta di Ape entro il 18 aprile).

La previsione del requisito contributivo in una sola gestione non solo potrebbe escludere una parte dei potenziali lavoratori interessati all’Ape per mancanza degli anni necessari ma potrebbe escludere anche coloro che grazie a questa previsione non arrivano ad avere una rata di pensione futura al netto della quota di rimborso superiore a 1,4 volte il trattamento minimo (710,3 euro per il 2018).

Nel caso di contributi in più gestioni si potrebbe avere diritto a un prestito più basso rispetto a chi ha gli stessi contributi in una sola gestione. In pratica se un lavoratore ha 25 anni di contributi nel fondo lavoratori dipendenti e 12 in quello dei lavoratori pubblici potrà ottenere l’Ape solo sulla pensione maturata nella gestione dei dipendenti privati a meno che non abbia fatto e pagato la ricongiunzione.

In una nota Intesa Sanpaolo spiega inoltre che, “l’importo mensile viene stabilito dal richiedente in funzione di quella che sarà la sua futura pensione. Il tasso, fisso dal momento dell’erogazione, è uguale per tutto il sistema bancario: è regolamentato dall’accordo quadro e viene aggiornato ogni due mesi dall’Abi.

L’Ape prevede una detrazione fiscale fino al 50% della quota interessi e della copertura assicurativa. Quest’ultima è obbligatoria e viene prestata da una Compagnia terza tutelando gli eredi in caso di premorienza. La durata del prestito è fissata in 20 anni, ma è possibile richiederne l’estinzione anticipata parziale o totale”.

“Intesa SanPaolo – spiega Stefano Barrese, responsabile della Banca dei Territori – è riuscita a far fronte in tempi molto stretti ad una urgente esigenza sociale ovvero la disponibilità del finanziamento, mezzo indispensabile per accedere all’Ape”.

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