Apple nel mirino dei pm Milano dopo Google: 1 mld imponibile supposto, no intese

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 febbraio 2015 14:27 | Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2015 14:27
Apple nel mirino dei pm Milano dopo Google: 1 mld imponibile supposto, no intese

Apple nel mirino dei pm Milano dopo Google: 1 mld imponibile supposto, no intese

ROMA – Apple nel mirino dei pm Milano dopo Google: 1 mld imponibile supposto, no intese. Dopo Google, tocca ad Apple subire le attenzioni dei pm della procura di Milano: “un dossier da un 1 miliardo di euro di supposto imponibile” ragguaglia Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera che ieri aveva dato la notizia di un’intesa raggiunta da Google con procura e fisco sulla base di 320 milioni per sanare i 5 anni dal 2008 al 2013. Intesa smentita dalle parti ma confermata da sostanzialmente Ferrarella in attesa della formalizzazione (“non c’è l’accordo ma stiamo cooperando con le autorità fiscali”, sostiene un anonimo portavoce di Google) da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Cooperazione di cui, invece, nel caso di Apple non c’è traccia. Si parla il problema della tassazione dei big di Internet , il contenzioso con il Fisco sui profitti della raccolta pubblicitaria realizzati nel nostro Paese e che venivano invece registrati in paesi fiscalmente molto più indulgenti, tipo Irlanda e Lussemburgo.

La differenza si coglie già nell’avviso di proroga delle indagini che svela come il pm Adriano Scudieri abbia indagato non più (come nel novembre 2013) soltanto due dirigenti italiani di Apple Italia, ma anche un top manager americano della casa madre. E la ragione della mancata intesa tributaria/penale, al momento, parrebbe il divario di metodo e quindi di numeri nel confronto tecnico in corso tra le parti (che sui casi Apple e Google annoverano sia il capo del pool finanziario Francesco Greco sia l’avvocato Paola Severino).

Mentre infatti Google e il pm Isidoro Palma hanno infine trovato una lingua comune su criteri e parametri da porre a base delle rispettive (e in parte diverse) opzioni interpretative e contabili, questo non è avvenuto sinora tra Apple e il pm Scudieri, distanti già solo sull’esistenza o meno di costi da prendere in considerazione. Tanto che nel caso di Apple le posizioni rimarranno pietrificate almeno sino alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, che farà la maxiquantificazione dell’imponibile di Apple asseritamente sottodimensionato con il trasferimento del reddito prodotto in Italia alla ben più favorevole competenza fiscale irlandese (per un risparmio valutato nel 2013 sui 225 milioni in 2 anni). (Luigi Ferrarella, Corriere della Sera)