L’Arabia Saudita debutta nell’auto con l’aiuto italiano

Pubblicato il 8 Marzo 2010 9:42 | Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2010 9:42

La Gazal saudita

L’Arabia Saudita si lancia nel mondo dei motori: è stata appena presentata la Gazal (è il nome della gazzella del deserto Arabico, animale selvatico tra i più veloci e resistenti) ed è il primo modello ‘nazionale’. Talmente ‘nazionale’, scrive La Repubblica, da essere stato progettato interamente in loco e precisamente dagli studenti della King Saud Univeristy. Una scelta non casuale perchè proprio per precisa richiesta del Rettore Abdullah Al- Othman e del Vice Rettore Ali bin Said bin Abdullah Al-Ghamdi, è stato istituito uno specifico corso sull’ingegneria dell’autoveicolo dedicato a 55 studenti e presieduto dal professor Saied Mohamed H. Darwish.

Ovvio che un progetto del genere non si poteva fare proprio completamente in casa, così alla King Saud Univeristy hanno chiesto aiuto per quanto riguarda l’ingegneria alla Magna Steyr Italia, e per il design alla Studiotorino. Le lezioni si sono svolte per la sua maggior parte presso la facoltà di Riyadh ed in parte a Torino, con un vero e proprio “training on the job” degli studenti della KSU.

“Ma non bisogna lasciarsi ingannare – spiega Alfredo Stola, presidente della Studiotorino – perché questo lavoro si è svolto per l’80 per cento a Riyad e per il 20 per cento a Torino”. E si è trattato di un lavoro davvero molto accurato: “Ogni processo di questo percorso di studio è stato simulato come un vero e proprio progetto aziendale – spiga ancora Stola – considerando tempi e costi di sviluppo, con un approccio tecnico che ha tenuto conto di tutte le fasi, iniziando da un’indagine di marketing per arrivare ad un proprio layout di stabilimento di produzione, attraverso la ricerca di stile, la progettazione, i calcoli strutturali, le regole di omologazione e naturalmente i modelli ed il prototipo funzionante”.

Insomma la Gazal potrebbe essere davvero prodotta in serie, ma lo scopo qui è diverso. E per certi aspetti ancora più ‘nobile’: “Promuovere la cultura dell’automobile – spiegano alla King Saud Univeristy – formando giovani ingegneri che potranno dare il loro contributo nella ricerca del design e nelle più moderne tecniche di progettazione autoveicolistica in qualsiasi azienda nel mondo. Questo particolare progetto ha inoltre il pregio di rappresentare uno scambio di culture diverse, con occasioni di sincere nuove esperienze, maturate in un ambiente didattico e industriale”.

La Gazal ovviamente è un fuoristrada (da quelle parti la scelta più logica), ma è stata progettata per muoversi con disinvoltura sia sui percorsi più impegnativi che in fuoristrada grazie al telaio a longheroni e alla raffinata meccanica della Mercedes classe G passo lungo. Spettacolare il design, classico e quindi lontano dalle mode che rendono i Suv moderni a volte prodotti ridicoli dopo pochi anni, ma anche austero per certi aspetti. Come finirà? Per ora la Gazal sembra aver convito gli analisti più critici. Gli studenti della King Saud Univeristy hanno vinto la loro prima scommessa.