Aramco gira 69 mld al fondo sovrano di Riad in cambio del colosso chimico Sabic

di Caterina Galloni
Pubblicato il 31 Marzo 2019 6:03 | Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2019 20:24
Aramco gira 69 mld al fondo sovrano di Riad in cambio del colosso chimico Sabic

Aramco gira 69 mld al fondo sovrano di Riad in cambio del colosso chimico Sabic

RIAD – Saudi Aramco, la compagnia nazionale saudita di idrocarburi, ha raggiunto un accordo per acquisire il 70% del capitale di Saudi Basic Industries dal Public Investment Fund (Pif), fondo sovrano di Riad, per 69,1 miliardi di dollari. Persone a conoscenza dell’accordo hanno commentato che “è un massiccio finanziamento al piano del principe ereditario Mohammed bin Salman“, ovvero Vision 2030, secondo il Wall Street Journal. Reuters aggiunge che si tratta di “uno dei più grandi accordi dell’industria chimica mondiale”.

“E’ una transazione vantaggiosa per tutti e un accordo di trasformazione per tre delle più importanti entità economiche dell’Arabia Saudita”, ha dichiarato Yasir al-Rumayyan, amministratore delegato del PIF. L’accordo consentirà di iniettare miliardi di dollari nel PIF che procederà con i piani elaborati per creare posti di lavoro e diversificare l’economia araba andando così oltre le esportazioni di petrolio, compresa una mega area commerciale nel nord-ovest del Paese. 

Per garantire nuovi mercati al greggio, in quanto considera fondamentale la crescita dei prodotti chimici strategia di espansione dei derivati, Aramco ha potenziato gli investimenti nella raffinazione e nei prodotti petrolchimici. SABIC e Aramco in una dichiarazione hanno sostenuto che il prezzo di acquisto concordato è stato di 123,39 riyal per azione.

Secondo gli analisti, “il prezzo delle azioni è equo, dato che è un investimento strategico a lungo termine e inoltre la crescita di SABIC è principalmente legata alla crescita della popolazione”. L’amministratore delegato di Aramco, Amin Nasser, ad Al Arabiya ha dichiarato che per finanziare l’accordo c’erano anche altre diverse opzioni:”Contanti, prestiti e bond sono tutti disposinibili”.

“Il più grande vincitore” è stata l’economia saudita ha scritto in tweet il ministro dell’Energia Khalid al-Falih. Aramco ha dichiarato l’intenzione di non acquistare le rimanenti azioni della SABIC, la quarta più grande azienda petrolchimica al mondo.

Entro il 2030 l’Aramco prevede di aumentare la raffinazione da 4,9 milioni di barili al giorno a 8-10 milioni. La compagnia nazionale saudita di idrocarburi e la SABIC hanno una capacità annua di produzione petrolchimica rispettivamente di 17 e 62 milioni di tonnellate di greggio. 

“Riteniamo che Aramco ora gestirà tutti i piani di espansione futuri direttamente tramite SABIC e, con una grande parte di Vision 2030 incentrata sull’espansione dei petcamp, ciò rafforza il potenziale di crescita a lungo termine di SABIC”, ha affermato Husseini.

Nelle prossime settimane la compagnia petrolifera ha in programma un’emissione obbligazionaria internazionale, un accordo che probabilmente sosterrà in parte l’acquisizione di SABIC, secondo quanto riferito a Reuters da alcune fonti. La vendita di bond internazionali da parte di Aramco significherà ottenere una valutazione ufficiale delle riserve di petrolio e dover riferire informazioni finanziarie ma la compagnia fino a oggi, al riguardo è sempre stata riluttante a rivelare molti dettagli. 

L’IPO di Aramco, inizialmente pianificata per il 2018, ufficialmente non è stata cancellata, ma solo rinviata: i sauditi ora parlano del 2020-2021, sostenendo che prima bisogna completare l’integrazione di Sabic. 

Uno dei principali obiettivi del programma di quotazione Aramco – che inizialmente era previsto per la fine del 2018 e potrebbe essere la più grande IPO della storia – era di raccogliere fondi per il PIF, rendendolo un motore per trasformare l’economia saudita. (fonte: Wall Street Journal)